Danni da infiltrazioni: la S.C. chiarisce il concetto di lastrico solare Cassazione civile sez. VI – 18/11/2021, n. 35316 Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale
Danni da infiltrazioni: la S.C. chiarisce il concetto di lastrico solare Cassazione civile sez. VI – 18/11/2021, n. 35316 Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale. LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 2 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente – Dott. SCARPA Antonio – rel. Consigliere – Dott. FORTUNATO Giuseppe – Consigliere – Dott. CRISCUOLO Mauro – Consigliere – Dott. OLIVA Stefano – Consigliere – ha pronunciato la seguente: ORDINANZA sul ricorso 8729-2020 proposto da: D.N.C., rappresentata e difesa dall’avvocato LAURA GIOVINE; – ricorrente – contro (OMISSIS), rappresentato e difeso dall’avvocato BRUNO ROMANO; – controricorrente – avverso la sentenza n. 89/2020 della CORTE D’APPELLO di SALERNO, depositata il 24/01/2020; udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 17/09/2021 dal Consigliere ANTONIO SCARPA. FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE D.N.C. ha proposto ricorso articolato in due motivi avverso la sentenza n. 89/2020 della Corte di Appello di Napoli depositata il 24 gennaio 2020. Resiste con controricorso il (OMISSIS). D.N.C. convenne dinanzi al Tribunale di Salerno, sezione distaccata di Eboli, il (OMISSIS), deducendo di essere proprietaria di un appartamento posto al settimo piano dell’edificio condominiale e lamentando i pregiudizi causati dalle infiltrazioni provenienti dal lastrico solare posto al nono piano. Con sentenza del 20 ottobre 2015, il Tribunale condannò il Condominio convenuto al risarcimento dei danni stimati in Euro 6.624,00. Propose appello il (OMISSIS), contestando la decisione di primo grado quanto all’individuazione dell’area danneggiata dalle infiltrazioni e delle cause delle infiltrazioni stesse. Il gravame è stato accolto dalla Corte d’appello di Salerno, richiamando gli accertamenti della espletata CTU, secondo cui la copertura del fabbricato (OMISSIS) è costituita da un “terrazzo a livello non praticabile posto al nono piano”, mentre all’ottavo piano, sovrastante l’unità immobiliare di D.N.C., è ubicato l’appartamento con annesso terrazzo scoperto, di proprietà in parte di P.M. e in parte di altro condomino. Questo terrazzo, afferma la Corte di Salerno, alla stregua altresì dell’accertamento tecnico preventivo, denota cattive condizioni di manutenzione quanto alla pavimentazione, alla ringhiera ed al pozzetto di raccolta delle acque. In definitiva, la sentenza di secondo grado ha riferito le cause delle infiltrazioni di acqua nella proprietà D.N. non al degrado del terrazzo di proprietà esclusiva posto al nono piano, di copertura dell’intero fabbricato, quanto alla omessa manutenzione del terrazzo dell’ottavo piano, costituente un “balcone aggettante” posto a prolungamento dalla proprietà esclusiva di P.M., la quale sarebbe perciò da ritenere unica responsabile dei danni. Il primo motivo di ricorso di D.N.C. deduce la violazione dell’art. 342 c.p.c., per evidenziare che l’unico motivo di gravame proposto dal (OMISSIS) sottoponesse alla Corte d’appello soltanto “il merito della causa” e non anche la propria “legittimazione passiva”. Il secondo motivo di ricorso la violazione dell’art. 1126 c.c.. La censura richiama stralci della relazione di CTU e principi della giurisprudenza di questa Corte, ribadendo la sussistenza della “legittimazione passiva” del Condominio. Su proposta del relatore, che riteneva che il ricorso potesse essere dichiarato manifestamente fondato quanto al secondo motivo, restando manifestamente infondato il primo motivo, con la conseguente definibilità nelle forme di cui all’art. 380 bis c.p.c., in relazione all’art. 375 c.p.c., comma 1, n. 5), il presidente ha fissato l’adunanza della Camera di consiglio. La ricorrente ha presentato memoria. Il primo motivo, pur indicando in rubrica come norma violata l’art. 342 c.p.c. (che attiene alla forma dell’atto di appello), lamenta nella sua esposizione un vizio di ultrapetizione ex art. 112 c.p.c., che però evidentemente non sussiste, in quanto il giudice di appello, fermi i fatti dedotti dalle parti sulle rispettive domande ed eccezioni, deve comunque procedere ad individuare il titolo da cui trae origine la domanda proposta dall’attore, senza con ciò alterare la sostanziale corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato. La questione inerente alla individuazione della responsabilità del convenuto (OMISSIS) per i danni subiti dall’appartamento di D.N.C. non attiene alla “legittimazione” (la quale deriva dalla prospettazione della domanda), quanto alla titolarità del diritto sostanziale oggetto del processo, ovvero al merito della causa. La titolarità della posizione soggettiva è un elemento costitutivo del diritto fatto valere con la domanda, che l’attore ha l’onere di allegare e di provare (Cass. Sez. U, 16/02/2016, n. 2951). Il difetto di titolarità, sotto il profilo attivo o passivo, del diritto azionato in giudizio dall’attore può essere oggetto di mera difesa proveniente dal convenuto, proponibile in ogni fase del giudizio; d’altro canto, il giudice, anche d’appello, può rilevare d’ufficio dagli atti la carenza di titolarità del diritto, a meno che il punto non sia stato oggetto di statuizione da parte del primo giudice, che non abbia formato oggetto di specifico motivo di gravame (Cass. Sez. U, 09/02/2012, n. 1912). Quanto al secondo motivo, in base ad orientamento giurisprudenziale consolidato, la responsabilità concorrente del condominio con il proprietario o usuario esclusivo di un lastrico solare o di una terrazza a livello, per i danni da infiltrazione nell’appartamento sottostante, in base ai criteri di cui all’art. 1126 c.c., suppone che il lastrico o la terrazza indipendentemente dalla sua proprietà o dal suo uso esclusivo -, per i suoi connotati strutturali e funzionali, svolga funzione di copertura del fabbricato, ovvero di più unità immobiliari appartenenti in proprietà esclusiva a diversi proprietari (arg. da Cass. Sez. U, 07/07/1993, n. 7449; Cass. Sez. U, 10/05/2016, n. 9449). L’obbligo del condominio di concorrere al risarcimento dei danni da infiltrazioni cagionate dal lastrico solare o dalla terrazza a livello che non sia comune, ex art. 1117 c.c., a tutti i condomini, è quindi correlato all’accertamento in concreto di tale funzione di copertura dell’intero edificio, o della parte di esso cui il bene “serve”, in quanto superficie terminale del fabbricato. Perché si abbia una terrazza a livello, equiparata al lastrico solare anche ai fini dell’art. 1126 c.c. (e dunque perché alla sua manutenzione siano tenuti tutti i condomini cui essa funge da copertura), è indispensabile che la terrazza consista in una superficie scoperta, posta al sommo
Danno da concorrenza sleale: anche se potenziale Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale. Cassazione civile, sez. I, sentenza 22/05/2015 n° 10643
Danno da concorrenza sleale: anche se potenziale Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale. Cassazione civile, sez. I, sentenza 22/05/2015 n° 10643 Mediante una scrittura privata del 1993 due fratelli, entrambi soci di una s.n.c., avevano convenuto la scissione dell’azienda sociale in due unità aziendali autonome (di cui erano divenuti rispettivamente i legali rappresentanti) e la conseguente cessazione dell’attività imprenditoriale della società, che veniva dunque posta in liquidazione. Successivamente, uno dei due fratelli, sia in proprio che quale legale della cessata S.n.c. conveniva in giudizio l’altro ex socio, proponendo nei suoi confronti un’azione di condanna al risarcimento dei danni da concorrenza sleale. In riforma della sentenza di primo grado, la Corte d’Appello di Venezia aveva rigettato la richiesta risarcitoria, fondando la propria decisione su una questione puramente processuale, vale a dire la carenza di legittimazione ad agire del preteso danneggiato, sia a titolo individuale (non avendo egli in corso alcuna attività imprenditoriale) sia quale legale rappresentante della S.n.c., che aveva cessato la propria attività d’impresa ed era stata posta in liquidazione in conseguenza della convenzione stipulata dai due fratelli. In accoglimento dell’impugnazione proposta, la Cassazione ha ritenuto che, a differenza della disciolta società (la quale, in quanto avviata alla liquidazione, non poteva essere soggetto passivo di atti integranti concorrenza sleale), la legittimazione attiva rispetto alla domanda risarcitoria era astrattamente configurabile in capo all’ex socio e ciò perché un danno da concorrenza sleale ben poteva prodursi per le attività economiche connesse alle due imprese individuali che si avviavano a costituirsi in capo ai due fratelli, originariamente soci della medesima impresa sociale. Nel merito, la Suprema Corte ha ribadito il proprio consolidato indirizzo secondo il quale è tutelabile anche il pregiudizio derivante da una situazione di concorrenza potenziale, ravvisabile sia in ipotesi di espansione futura dell’attività concorrente, sia nell’ipotesi di attività preparatorie all’esercizio dell’impresa, quando si pongano in essere fatti diretti a dare inizio all’attività produttiva. Pur rinviando al giudice del merito ogni accertamento sulla effettività del danno sofferto e la sua liquidazione, la Cassazione ha osservato che nel caso di specie, una situazione di concorrenza potenziale era configurabile proprio in considerazione del fatto che, per effetto della convenzione stipulata, sarebbero sorte due distinte attività imprenditoriali svolte da ciascuno dei due ex soci e che “l’originaria unitarietà dell’impresa rendeva altamente probabile che potessero risultare improntate a sleale concorrenza le modalità di inizio di ciascuna delle due attività produttive”. La questione La sentenza in commento offre un’interessante spunto di riflessione in merito alla questione circa la tutelabilità del danno da concorrenza sleale potenziale e sulla sua configurabilità. Come noto, la nozione di concorrenza sleale si ricava dalla lettura dell’art. 2598 cod. civ., il cui scopo è tutelare la correttezza e la lealtà nell’attività commerciale, sanzionando come illegittime tutte le condotte tramite le quali, nella presentazione e collocazione dei propri prodotti e servizi, un’impresa si avvantaggi illecitamente a scapito delle altre. La disciplina della concorrenza sleale presuppone la sussistenza di due elementi, vale a dire: la qualità di imprenditore in capo al soggetto autore dell’atto di concorrenza vietato ed al soggetto che di quell’atto subisce le conseguenze e un rapporto di concorrenza economica fra i medesimi imprenditori. In particolare, il rapporto di concorrenza economica deve riguardare beni o servizi che si trovino nel medesimo ambito di mercato, ossia quei beni e servizi destinati a soddisfare identici bisogni dei consumatori o bisogni similari o complementari. In altre parole, si trovano in una situazione di concorrenza le imprese che offrano prodotti o servizi a favore di uno stesso target di destinatari e che operino in una delle fasi di produzione o commercio funzionali alla collocazione sul mercato di tali prodotti o servizi (cfr. Cass. civ., sez. I, 23 marzo 2012 n. 4739). L’orientamento formatosi in giurisprudenza (espresso anche nella sentenza in commento) ha esteso anche alle ipotesi di concorrenza potenziale la tutela risarcitoria prevista dall’art. 2600 cod. civ. Se è vero infatti che l’ordinamento vieta anche la mera idoneità ad ingenerare confusione, la sussistenza della comunanza di clientela va verificata pure in una prospettiva potenziale, dovendosi valutare se l’attività commerciale, considerata anche in un’ottica di espansione “consenta di configurare, quale esito di mercato fisiologico e prevedibile, sul piano temporale e geografico, e, quindi, su quello merceologico, l’offerta dei medesimi prodotti, ovvero di prodotti affini o succedanei rispetto a quelli attualmente offerti dal soggetto che lamenta la concorrenza sleale” (si vedano, tra le altre: Cass. civ. sez. III, 22 ottobre 2014 n. 22332; nonché Cass. civ., sez. I, 12 febbraio 2009 n. 3478 richiamata nella sentenza in commento). L’interesse ad agire in concorrenza sleale viene quindi ad essere riconosciuto e tutelato anche qualora, pur mancando un rapporto di concorrenza attuale fra i due soggetti interessati, appaia comunque probabile una prossima interferenza fra i mercati in cui gli stessi operano. Gli indici da considerare ai fini di tale accertamento afferiscono sia ad una valutazione prognostica riguardante la possibile espansione futura di un’attività imprenditoriale concorrente (in termini di rilevante probabilità), sia nell’ipotesi di attività prodromiche all’avvio dell’impresa vera e propria, quando si realizzino condotte dirette a dare inizio all’attività produttiva che si pongano improntate a concorrenza sleale. Sotto il primo profilo, dunque, la concorrenza è potenziale riguardo al dato merceologico: tale ipotesi si verifica allorquando sussista la possibilità (rectius, la rilevante probabilità) di accesso da parte di un’impresa nel mercato di un’altra, avuto riguardo non solo alla produzione ed al commercio attuali, ma anche con riguardo a quei settori nei quale l’impresa potenzialmente danneggiata potrebbe espandersi (cfr. Cass. civ., sez. I, 15 febbraio 1999 n. 1259). Questa ipotesi ricorre dunque in quelle fattispecie in cui è ragionevolmente prevedibile che un’impresa possa estendere la propria attività nell’ambito dell’altra. Sotto il profilo temporale (si tratta della fattispecie considerata nella sentenza in commento), la concorrenza è potenziale qualora uno o entrambi gli imprenditori non abbiano ancora avviato la rispettiva attività e dunque questa è ancora in fase organizzativa o sono in corso attività preparatorie all’avvio dell’impresa o ancora si realizzano
Corte d’Appello di Ancona, Sentenza n. 554/2024 del 09-04-2024 Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale.
Corte d’Appello di Ancona, Sentenza n. 554/2024 del 09-04-2024 Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale. ha ritenuto non sussistenti profili di concorrenza sleale ai sensi dell’articolo 2598 comma 3 c.c. nella condotta degli appellati. Il motivo è infondato. Innanzitutto, l’articolo 22 dello ### denominato “non concorrenza”, prevede che “nell’ipotesi di recesso o di collocamento a riposo l’associato si impegna a non sollecitare attivamente i clienti dello studio affinché lo seguano e a non porre in essere anche di fronte ai terzi atti che siano in diretta concorrenza con lo studio e che possano indurre ad uno storno di clienti dello stesso”. Questa previsione è stata invocata da parte appellante per dimostrare che gli odierni appellati sono responsabili in via contrattuale e pertanto tenuti a risarcire il danno per aver dato luogo ad un evidente sviamento di clientela del tutto contrario (leggi tutto)… causa n. 247/2021 R.G. – Giudice/firmatari: Pascucci Cristiana, Marcelli Gianmichele 3 Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Sentenza n. 9/2024 del 03-01-2024 … rappresenta un’intesa restrittiva della concorrenza, oltre che “sleale” nei confronti dei consumatori, perché, essendo transitati tutti i principali operatori del settore alla tariffazione a 28 giorni, la possibilità di recedere offerta ai clienti risultava canzonatoria, posto che il cambio di operatore non avrebbe apportato loro alcun vantaggio. La tariffazione anticipata, quindi, portando il numero delle bollette annuali da dodici a tredici, aveva determinato l’aumento dei costi, a carico dei clienti, pari all’8,6 per cento, con una tecnica che il ### di Stato ha inquadrato come pratica scorretta. Nello specifico, si e? chiarito che lo strumento di tutela indennitaria automatica e diffusa usato dall’### per definire i limiti del mercato di riferimento in cui operano i gestori di telefonia (leggi tutto)… causa n. 5698/2021 R.G. – Giudice/firmatari: Casale Maddalena, Russo Renata 8 Corte di Cassazione, Ordinanza del 23-03-2023 … in punto di concorrenza sleale per storno di dipendenti e, in particolare, sulla non sufficienza del dato della mera assunzione di perso nale proveniente dall’impresa concorren te, occorrendo la dimostrazione d i un’attiv ità sistematica di reclutamento ( nella specie, di agenti), acc ompagna ta dall’intento di vanificare, attraverso l’acquisizione delle risorse del competitore, lo sforzo di investimento del suo antagonista, creando effet ti distorsivi nel mercato, ha ritenuto che dovesse essere ridimensionata la valenza probatoria delle dichiarazioni rese dai testi ### e ### (in ordine a contatti tra gli agenti dimissionari e ### e ### e altri soggetti qualificatisi come interni ad ### i quali ne avrebb ero sollecitato il passaggio in detta società) sull a base di plurimi dati (leggi tutto)… Giudice/firmatari: Genovese Francesco Antonio, Iofrida Giulia 21 Corte di Cassazione, Ordinanza del 05-07-2023 … l’illiceità della condotta di concorrenza sleale perpetrata dagli appellanti, mediante lo storno di sei dipendenti e il tentativo di storno di ul teriori undici dip endenti per la presenza di numerosi elementi in fatto emersi che, valutati tutti in un quadro unitario, depongono inequivocabilmente per la condotta di concorrenza sleale posta in essere attraverso condotte di storno di dipendenti, tentativo di storno di dipendenti, storno di clienti, denigrazione commerciale e utilizzazione di segreti commerciali; c) Infondata l’eccezione di nullità/inutilizzabilità delle CTU contabili del prof. Rutigliano, per violazione del di ritto di difesa e del contraddittorio. Nell’ambito del diritto industriale, il CTU può ricevere i documenti inerenti ai quesiti posti dal giudice, anche se nuovi e (leggi tutto)… Giudice/firmatari: Di Marzio Mauro, Valentino Daniela 12 Corte di Cassazione, Ordinanza del 13-10-2021 … da quelli costitutivi dell’illecito di concorrenza sleale, ma ha piuttosto affermato che “non erano emersi elementi idonei a far apprezzare il disvalore delle condotte della MC in via autonoma, anche sotto i distinti profili dell’imitazione servile e dell’appropriazione dei pregi”, mentre l’ipotesi che avrebbe potuto rientrare nell’ambito della fattispecie di cui all’art. 2598, comma 3, c.c., era stata introdotta tardivamente in giudizio. Sul punto, occorre rilevare che la ricorrenza di una fattispecie di concorrenza sleale non è automaticamente implicata dalla denuncia di contraffazione del brevetto, dovendo quest’ultimo comprovare, altresì, nei limiti in cui il relativo onere probatorio è a suo carico, la sussistenza di una condotta di concorrenza sleale individuata tra quelle previste (leggi tutto)… Giudice/firmatari: Genovese Francesco Antonio, Caiazzo Rosario
Concorrenza sleale Ex Dipendente: cosa dice la legge? Concorrenza Sleale? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale.
Concorrenza sleale Ex Dipendente: cosa dice la legge? Concorrenza Sleale? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale. La legge, in merito alla Concorrenza Sleale di un ex dipendente , si struttura in fonti normative eterogenee: sull’argomento preso in esame se ne discute nella Costituzione, nel Codice Penale, nello Statuto dei Lavoratori, nel Codice Civile e nel Codice della Proprietà Industriale. Qui di seguito le norme a cui fare riferimento a tutela dell’ex datore di lavoro. Le norme qualificano la Concorrenza Sleale di un ex dipendente in: * atti idonei a creare confusione con l’attività di un concorrente ex art. 2598, c.c.; * atti tendenti ad influire scorrettamente sulle scelte del pubblico, incidendo negativamente sulla altrui immagine e positivamente sulla propria ex art. 2598 n. 2, c.c.; * in via residuale, tutti gli atti di concorrenza diversi dai precedenti compiuti con modalità non conformi alla correttezza professionale art. 2598 n. 3, c.c.; * infine, quando gli atti di concorrenza sono compiuti con dolo o con colpa, l’autore degli stessi è tenuto al risarcimento dei danni e può essere pubblicata la sentenza (c.c. art. 2600). Quando la Concorrenza Sleale è reato Il reato di concorrenza sleale si configura, quando sussistono tutte le condizioni necessarie affinché tra due soggetti si instauri un regime concorrenziale cioè quando due aziende operano nello stesso ambito e si rivolgano alla stessa clientela. Le nostre indagini prevedono una serie di strumenti utili a circoscrivere con certezza tutte le evidenze dell’illecito a danno del Cliente e ad accertare la Concorrenza Sleale come reato. I PRINCIPALI ATTI DI CONCORRENZA SLEALE OGGETTO DI INDAGINE SONO: * Atti di confusione: – utilizzo di nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o con i segni distintivi usati da un’altra azienda; – imitazione prodotti di un concorrente; – atti idonei a creare confusione con i prodotti e con l’attività di un concorrente; * Atti di denigrazione: diffusione di notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull’attività di un concorrente, idonei a determinarne il discredito. * Atti di appropriazione: appropiarsi di pregi dei prodotti o dell’impresa di un concorrente * Atti non conformi alla correttezza professionale: avvalersi direttamente o indirettamente di ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare l’azienda concorrente. Esempi di reato su cui indaghiamo: spionaggio industriale, dipendente infedele, boicottaggio, l’acquisizione tramite storno di dipendenti, e di notizie riservate di pertinenza di un’impresa concorrente, violazione di norme pubblicitarie, violazione del patto di non concorrenza, Concorrenza sleale per sviamento della clientela, la cosiddetta concorrenza parassitaria (imitazione di tutto o quasi tutto ciò che fa il concorrente), carpire notizie riservate relative ai processi produttivi e alle sostanze utilizzate per realizzare un dato prodotto. Puoi approfondire nel nostro articolo: Cos’è la concorrenza sleale e come difendersi Chiama il Numero Verde per ricevere immediatamente un preventivo ed una consulenza riservata e gratuita, oppure, utilizza il modulo presente sulla pagina per inviarci una richiesta. Ti potrebbero interessare anche * Concorrenza sleale per sviamento della clientela Che cos’è la concorrenza sleale per sviamento della clientela e quando affidarsi ad un’agenzia investigativa a tutela dell’azienda per raccoglie prove valevoli in giudizio e dimostrare l’illecito. * Osint Che cosa si intende per Open Source Intelligence, quali sono gli obiettivi e le fasi di indagine. * Agenzia Investigativa IDFOX Milano L’agenzia investigativa IDFOX Milano , leader nel settore delle agenzie investigative, ha una delle proprie sedi nel centro di Milano specializzata nelle investigazioni aziendali per concorrenza sleale.
Concorrenza sleale e comunicato stampa: quando è diffamazione – La diffamazione del concorrente – Diffamazione e concorrenza sleale- Concorrenza Sleale? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale.
Concorrenza sleale e comunicato stampa: quando è diffamazione – La diffamazione del concorrente – Diffamazione e concorrenza sleale- Concorrenza Sleale? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale. Concorrenza sleale e comunicato stampa: quando è diffamazione Il Tribunale di Milano si pronuncia con un’interessante Sentenza del 3 febbraio 2022 in materia di concorrenza sleale e comunicato stampa, contenente una serie di riflessioni utili a stabilire quando un comunicato stampa su un concorrente integra un’ipotesi di diffamazione e concorrenza sleale per denigrazione ai sensi dell’art. 2598, n. 2, c.c.. La diffamazione del concorrente – Concorrenza sleale per denigrazione ex art. 2598, n. 2, c.c. A tenore dell’art. 2598 c.c., n. 2, “Compie atti di concorrenza sleale chiunque… diffonde notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull’attività di un concorrente idonei a determinarne il discredito“. La norma è stata applicata in più ipotesi, ad esempio nel caso di: * comunicati diffusi da un impresa nei quali si affermi, difformemente dal vero, che le proprie pretese siano state riconosciute legittime dall’Autorità Giudiziaria (Trib. Venezia, 21.3.2007); * diffusione di notizie sulla (mancanza di) solidità patrimoniale di un’impresa; * la diffusione di notizie idonee a formare un falso convincimento nei consumatori circa pretesi difetti dei prodotti di un concorrente. La Sentenza del Tribunale di Milano del 2.2.2022: concorrenza sleale e comunicato stampa Nel caso trattato dal Tribunale di Milano la vicenda originava da un comunicato stampa di un’impresa che dava atto dell’esistenza di una serie di procedimenti, anche in sede penale, che vedevano opposte le due imprese concorrenti. La diffamazione del concorrente: quando è concorrenza sleale la Cassazione ritiene applicabile ai comunicati stampa i generali principi in tema di diffamazione: verità, continenza ed interesse pubblico Il Tribunale di Milano ha ricordato, correttamente, che “la Corte di Cassazione ha ritenuto applicabili ai comunicati stampa, anche emessi da enti pubblici, i più generali principi in tema di diffamazione – riguardanti, in particolare, la verità della dichiarazione, “l’esimente, anche putativa, dell’esercizio del diritto di cronaca” e il requisito della continenza -, affermando tra l’altro l’esigenza di tener conto del “rapporto di interazione tra testo e contesto”. Sulla base di tali principi, pertanto, ha escluso che il comunicato stampa in questione dovesse essere ritenuto illecito, “tenuto conto della sussistenza di un interesse pubblico alla conoscenza delle relative vicende, derivante dalla natura e dall’ambito di operatività delle convenute, così come descritto dalla stessa attrice; della mancanza di un’espressa menzione dei nomi dei soggetti coinvolti, p; del fatto che l’illiceità penale delle condotte è prospettata con riferimento” ad una terza persona.
Concorrenza sleale, sottrazione di clienti, caso episodico, insussistenza Cassazione civile, sez. I, sentenza 30/05/2007 n° 12681-Concorrenza Sleale? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale.
Concorrenza sleale, sottrazione di clienti, caso episodico, insussistenza Cassazione civile, sez. I, sentenza 30/05/2007 n° 12681-Concorrenza Sleale? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale. Concorrenza sleale – sottrazione di clienti – caso episodico – insussistenza [art. 2958 c.c.] Non costituisce atti di concorrenza sleale il fatto che il nuovo imprenditore, nella sua opera di proposizione e di promozione sul mercato della propria nuova attività, acquisisca o tenti di acquisire anche alcuni clienti già in rapporti con l’impresa alle cui dipendenze aveva esplicato attività. La condotta concorrenziale sleale non deve essere ricercata episodicamente, ma va desunta dalla qualificazione tendenziale dell’insieme e dalla manovra posta in essere per danneggiare il concorrente, o per approfittare sistematicamente. 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S. davanti al Tribunale di Parma e, premesso di aver stipulato con il convenuto un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, risoltosi il 19 marzo 1996 con una transazione, esponeva che, dopo la cessazione di tale rapporto di collaborazione, il S. aveva posto in essere atti di concorrenza sleale, in quanto si era rivolto a clienti ed a fornitori conosciuti durante lo svolgimento di attività a favore dell’esponente, aveva divulgato notizie riservate, aveva denigrato la società attrice e nello stesso tempo aveva elogiato l’organizzazione imprenditoriale che egli stava costituendo, per offrire infine gli stessi servizi a prezzi più bassi, tanto che due imprese portoghesi erano state convinte a non rinnovare gli accordi con l’esponente e ad assumere impegni direttamente con lui. La s.r.l. X. chiedeva pertanto la condanna del convenuto al risarcimento del danno, che quantificava in complessive 142.000.000 circa, oltre a interessi e rivalutazione. Costituitosi il contraddittorio con il S., che chiedeva il rigetto delle pretese di controparte, il Tribunale adito respingeva la domanda. La società X. proponeva appello e, resistendo all’impugnazione il S., che contestava le avverse deduzioni, la Corte di appello di Bologna, con sentenza n. 1088 del 7 ottobre 2002, rigettava il gravame, condannando l’appellante alle spese del grado. A fondamento della decisione, la Corte territoriale ‑ premessi alcuni principi giuridici che regolano la fattispecie della concorrenza sleale affermava che: II.a. quanto alla dedotta concorrenza parassitaria e allo storno di clientela, l’esauriente prova testimoniale espletata in primo grado aveva consentito di accertare che il S., dopo aver intrapreso la propria autonoma attività, si era effettivamente proposto come intermediatore con alcuni dei clienti della società X., ma solo saltuariamente in occasione di singoli episodi e non nell’ambito di un’attività durevole, deliberatamente posta in essere per danneggiare il concorrente attraverso l’appropriazione dell’avviamento; II.b. in particolare, le trattative avviate dal S. con i clienti della X. non avevano neppure superato la fase iniziale e non avevano portato alla conclusione di accordi, tanto è vero che l’appellato aveva poi finito per svolgere attività di consulenza per società diverse, che non avevano mai intrattenuto rapporti con la società X.; II.c. inoltre la condotta tenuta dal S. durante le trattative era stata corretta, non essendosi egli avvalso di conoscenze o notizie riservate apprese durante la collaborazione con la X., ma si era solo proposto come nuovo imprenditore ad alcuni dei clienti conosciuti durante la precedente attività; II.d. solo due ditte portoghesi, clienti della X., avevano troncato i rapporti commerciali con detta società ed avevano scelto di avvalersi dell’opera di intermediazione del S., mentre una terza società portoghese aveva intavolato rapporti commerciali con l’appellato, senza tuttavia troncare quelli con la X.; II.e. tali vicende costituivano comunque fatti episodici e isolati, inidonei ad integrare gli estremi della concorrenza sleale, anche perché la documentazione in atti aveva consentito di provare che i rapporti tra la X. e le due società portoghesi si erano deteriorati per fatti squisitamente commerciali (inadempimenti addebitati alle due imprese straniere che avevano provocato vertenze giudiziarie), che non era stato possibile collegare, per assoluta carenza di prove, a presunte attività sleali poste in essere dal S. ai danni della società appellante; II.f. con riferimento alla concorrenza sleale per denigrazione, nella specie difettava sia il requisito della divulgazione di notizie idonee a determinare il discredito dell’impresa concorrente, sia lo stesso discredito, in quanto il S. in occasione di due separate conversazioni con dirigenti della W. ‑ aveva riferito, in un caso, «che sarebbe stato in grado di organizzare una realtà imprenditoriale maggiormente organizzata rispetto a X. … e un servizio migliore» e, nella seconda occasione, che la X. «non godeva di un ambiente lavorativo salubre e così non permetteva un corretto svolgimento del lavoro» e quindi «non poteva essere efficiente in maniera adeguata»; II.g. tali notizie, tuttavia, non erano state diffuse oltre l’ambito di una conversazione a due e non erano state riferite in maniera tendenziosa o scorretta, in quanto, come si evinceva dal tenore complessivo delle testimonianze assunte, il S. non voleva gettare il discredito sulla X., ma soltanto giustificare le ragioni che lo avevano indotto a costituire una propria impresa; II.h. in ogni caso la W., dopo i menzionati colloqui, non aveva sostituito la X. con la società posta in essere dal S.. III. Per la cassazione di tale sentenza ricorre la s.r.l. X. sulla base di cinque motivi, illustrati con memoria. Resiste con controricorso il S.. Motivi della decisione Con il primo motivo la ricorrente, denunciando violazione o falsa applicazione dell’art. 2598, n. 3, c.c. e vizio di motivazione, censura la sentenza impugnata per avere i giudici di appello ritenuto che, sebbene il S. si fosse proposto come
Corte di Cassazione, Ordinanza del 05-07-2023- Concorrenza Sleale? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale.
Corte di Cassazione, Ordinanza del 05-07-2023- Concorrenza Sleale? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale. … il 22 ottobre 2020, che, in ### concorrenza sleale accoglimento dell’appello di A ntonino ### ha respi nto le sue domande di condanna di quest’ultimo al risarcimento dei danni per perdita dell’avviamento commerciale e### art. 2557 cod. civ. e, in via gradatamente subordinata, per concorrenza sleale e al pagam ento dell’indennità e### art. 2041 cod. civ.; – dall’esame della sentenza si evince che la ricorrente aveva allegato nel suo atto introduttivo del giudizio che aveva concesso in affitto a ### un’azienda avente ad oggetto la vendita al minuto di mangimi, concimi, insetticidi e altri p rodotti e che quest’ultimo, in costanza di rapporto, aveva iniziato a pubblicizzare l’apertura di un nuovo esercizio commerciale situato nei presso dell’azienda affittata, sfruttando i locali ancora in uso (leggi tutto)… Giudice/firmatari: Genovese Francesco Antonio, Catallozzi Paolo 12 Corte d’Appello di Milano, Sentenza n. 4793/2019 del 03-12-2019 … rapportare la liquidazione del danno da concorrenza sleale; F) erroneità della motivazione sotto il profilo della mancata condanna degli attori per il loro comportamento sleale, mendacio, denigrazione e appropriazione di pregi. Anche l’avv. ### ha proposto appello avverso la sentenza in base ai seguenti motivi: A) estraneità al procedimento penale – inefficacia di giudicato della sentenza penale di condanna; B) mancata contestazione, da parte del convenuto ### nei confronti dell’avv. ### delle condotte di concorrenza sleale di sviamento, effettivo o tentato, della propria clientela; C) mancanza di prova in ordine al coinvolgimento dell’avv. ### nelle attività di concorrenza sleale contestate all’avv. ### D) erroneità della motivazione in punto di ritenuta illiceità della condotta di (leggi tutto)… causa n. 4694/2017 R.G. – Giudice/firmatari: Bonaretti Domenico Camill, Milone Rossella, Amalfitani Domenico 13 Tribunale di Milano, Sentenza n. 6359/2017 del 06-06-2017 … sia al soggetto che compie l’atto di concorrenza sleale, sia a quello che lo subisce, e la sussistenza tra i due soggetti di un rapporto di concorrenzialità (che si verifica quando due o più soggetti offrono sullo stesso mercato beni o servizi idonei a soddisfare bisogni identici o simili, così rivolgendosi alla medesima clientela finale2); ### quanto al presupposto oggettivo, una condotta idonea ad integrare un atto di concorrenza sleale. Nel senso di escludere l’applicabilità della norme sulla concorrenza sleale ai liberi professionisti in ragione della concezione classica dell’istituto predetta si è espressa anche la giurisprudenza di 2 Cfr. Cass., 20.5.1997, n. 4458, in ### ind., 1997. legittimità, perlopiù trattando dell’applicabilità alla libera professione (forense e non) di altre (leggi tutto)… causa n. 66833/2013 R.G. – Giudice/firmatari: Canavese Danila, Dal Moro Alessandra 6 Tribunale di Milano, Sentenza n. 1344/2016 del 01-02-2016 … accertare il compimento di atti di concorrenza sleale ai suoi danni, nonchè che ### non aveva fatto precedere l?interruzione del rapporto da un congruo preavviso, con conseguenti responsabilità e###tracontrattuale in solido delle convenute e contrattuale di ### e condanna al risarcimento dei danni, quantificati in euro 1.000.000,00. DP&V ### s.r.l., società operante nel settore della logistica e supporto alle vendite, allegava di avere subito lo storno di un intero ramo d?azienda, composto da ben 60 collaboratori, specificamente dedicato alla fornitura di servizi, su tutto il territorio nazionale, alla ### Avendo la committente inopinatamente comunicato in data ### di voler interrompere il rapporto a far tempo dal 1/1/12, nella medesima data venivano contattati, da ### tutti i dipendenti (leggi tutto)… causa n. 45614/2013 R.G. – Giudice/firmatari: Gandolfi Paola Maria, Garofalo Carmelo 5 Corte d’Appello di Ancona, Sentenza n. 195/2020 del 25-02-2020 … funzionalmente connessa con lo storno di clientela e la sottrazione di dipendenti. ### parte le n. 76 comunicazioni di recesso dal rapporto di consulenza da parte di clienti ### costituisce riprova dell’efficacia della strategia posta in atto dalla ### intesa a danneggiare la ### che ella stava abbandonando e ad avvantaggiare lo studio commerciale che stava invece avviando. Inoltre è certo che la condotta dell’amministratrice abbia causalmente contribuito alla crisi economica della ### a cui è conseguita la decisione di concedere in afffitto l’azienda e poi la messa in liquidazione della società. 25.In ossequio al principio di diritto (enunciato da Cass. Sez. 1, Sentenza n. 25921 del 2015; e Cass. Sez. 1, Sentenza n. 7306 del 2009) secondo cui in tema di concorrenza sleale, una (leggi tutto)… causa n. 267/2013 R.G. – Giudice/firmatari: Di Ninno Francesca, Palestini Pier Giorgio, Marcelli Gianmichele
Tribunale di Milano, Sentenza n. 9910/2021 del 30-11-2021 Concorrenza Sleale? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale. … di citazione (pagg. 4, 11 – 12), ### concorrenza sleale, e### art. 2598 n. 1 c.c., per imitazione servile e confusoria dei prodotti originali di e### art. 2598 n. 2 c.c., per appropriazione di pregi e illecito agganciamento alla predetta serie “, e### art. 2598 n. 3 c.c., per le condotte contrarie alla correttezza professionale descritte nella narrativa dell’atto di citazione (pagg. 12 – 14 atto di citazione); 2) condannare a l risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non, patiti e patiendi dalla società attrice in ragione delle loro condotte descritte al precedente punto 1), ivi compresa la retroversione degli utili, e### artt. 125 CPI e 158 LDA., da determinarsi in via equitativa, secondo i criteri indicati dagli artt. 2600, 1223, 1226 e 1227, 2059, 2056 cc. e 158 LDA e art. 125 CPI, (leggi tutto)… causa n. 49194/2017 R.G. – Giudice/firmatari: N.D. 1 Tribunale di L’Aquila, Sentenza n. 276/2022 del 12-05-2022 … di risarcimento del danno da atti di concorrenza sleale, la relativa azione è soggetta alla prescrizione quinquennale e### art. 2947 c.c.; tuttavia, la costituzione di parte civile nel processo penale produce, come ogni altra domanda giudiziale, un effetto interruttivo permanente della prescrizione del diritto al risarcimento del danno scaturito dal reato per tutta la durata del processo, nei confronti tanto di coloro contro i quali viene rivolta espressamente la costituzione, quanto dei coobbligati solidali, ancorché rimasti estranei al processo penale, e il termine di prescrizione riprende a decorrere dal momento in cui è divenuta irrevocabile la sentenza penale che ha definito il giudizio. ; Cass, Sentenza n. 1708 del 24/03/1979 Rv. ### – 01: La proposizione di una domanda giudiziale e la (leggi tutto)… causa n. 2939/2016 R.G. – Giudice/firmatari: Croci Monica 1 Corte d’Appello di Roma, Sentenza n. 6532/2023 del 12-10-2023 … e rimozione, l’insussistenza di atti di concorrenza sleale e contraffazione, l’inammissibilità e contrarietà alla privacy policy della domanda di comunicazione dei dati degli utenti, l’infondatezza e comunque l’esorbitanza della domanda di risarcimento del danno. Il Tribunale, sulla base dei documenti prodotti ed espletata CTU con sentenza 14760/2019 così stabiliva: ### “accerta e dichiara che la società ha pubblicato brani estratti dai programmi in violazione dei suoi diritti autorali di sfruttamento commerciale e conseguentemente: – ordina a la rimozione ( e la disabilitazione all’accesso ) dalla piattaforma denominata “ ” e dai suoi sottodomini o derivazioni di tutti i contenuti audiovisivi riproducenti estratti dei ### oggetto di causa, così come individuati da e dal CTU in corso di (leggi tutto)… causa n. 5367/2019 R.G. – Giudice/firmatari: N.D. 6 Tribunale di Napoli Nord, Sentenza n. 1082/2024 del 27-02-2024 … registrato da ### nonché atto di concorrenza sleale ai danni della medesima, chiedendo la cessazione della commercializzazione e la consegna delle calzature per la distruzione, la sottoscrizione di formale dichiarazione di riconoscimento dei diritti esclusivi di ### con contestuale impegno ad astenersi per il futuro dal compimento di atti di concorrenza sleale ai danni della medesima e il pagamento di una somma a titolo risarcitorio; che al fine di evitare le imminenti preannunciate iniziative giudiziarie da parte di ### veniva cessata la commercializzazione degli articoli in questione da destinare alla distruzione con conseguente perdita economica di € 10430,00 in termini di danno emergente (€ 149,00 prezzo unitario di vendita ### 70 paia) oltre al discredito commerciale. Sulla base di (leggi tutto)… causa n. 5539/2017 R.G. – Giudice/firmatari: Limongelli Dora Alessia 17 Tribunale di Venezia, Sentenza n. 1362/2022 del 14-07-2022 … queste integranti fattispecie di concorrenza sleale in ragione del contenuto ingannevole di dette comunicazioni rivolte al pubblico. Infine, l’attrice ha asserito che le convenute si sarebbero rese responsabili anche di concorrenza sleale di carattere parassitario, avendo partecipato alle stesse ferie di ### avendo preso le stesse iniziative commerciali e pubblicitarie, predisponendo un video pubblicitario sostanzialmente sovrapponibile al video del “cambiafiltri” attoreo; avendo ricopiato le tabelle dei dettagli tecnici della macchina ### Registrato il: 16/09/2022 n.7325/2022 importo 200,00 ### srl ha, così, concluso chiedendo di accertare la condotta di violazione del proprio segno di fatto, ovvero la sussistenza della concorrenza sleale imitativa del prodotto, essendosi le convenute
Tribunale di Torino, Sentenza n. 5185/2018 del 12-11-2018 Concorrenza Sleale? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale. … violazione informazioni riservate e concorrenza sleale ### Per l’attrice: ### 1) accertare e dichiarare la responsabilità di ### e ### per le attività di sottrazione, divulgazione e utilizzazione di informazioni aziendali di CMT meglio descritte in atti, comportamenti costituenti concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598, n. 3, cod. civ. e violazione di informazioni confidenziali e### art. 98 e 99 C.P.I., nonché illecito generico e### art. 2043 cod. civ.; 2) accertare e dichiarare la responsabilità di ### per gli illeciti consistenti nell’illecito storno di dipendenti di ### meglio descritto in narrativa in atti, costituente atto di concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598, n. 3, cod. civ.; e, per l’effetto, 3) inibire ai convenuti tutti la prosecuzione degli illeciti sub 1) e in (leggi tutto)… causa n. 28273/2016 R.G. – Giudice/firmatari: Vitro’ Silvia 14 Corte d’Appello di Torino, Sentenza n. 1124/2020 del 16-11-2020 … sentenza che ha respinto la domanda di concorrenza sleale e### art. 2598, n. 3, c.c., nei confronti di ### per storno di dipendenti. La decisione di primo grado aveva rilevato che non sussistevano i presupposti oggettivi che tipicamente connotavano, in quanto illecito, il passaggio di dipendenti da un’impresa ad un’altra concorrente. In conclusione, CMT non ha né domandato l’accertamento della responsabilità di ### per il presunto comportamento illecito di storno di dipendenti, costituente atto di concorrenza sleale e### art. 2598, n. 3, c.c., né ha nuovamente chiesto di inibire a ### la prosecuzione di tali illeciti, né infine ha richiesto la condanna al risarcimento dei danni, in conseguenza dei predetti illeciti subiti. Passando ad esaminare i motivi di appello proposti dalla ### con il (leggi tutto)… causa n. 2480/2018 R.G. – Giudice/firmatari: Germano Emanuela, Vicari Maria Rosa 15 Tribunale di Bari, Sentenza n. 2153/2023 del 13-07-2023 … di indennità relativa al patto di non concorrenza post contrattuale, si è accorta che tale emolumento non sarebbe stato in realtà dovuto proprio in forza dell’ultimo periodo dell’art. 14 A.E.C. (di cui sopra) in quanto il ### ha svolto attività di capo area o comunque di agente o proponente per prodotti di altre aziende in concorrenza con ### (tra cui ### s.r.l.); 2) dalla base di calcolo per l’indennità in questione andrebbero esclusi i rimborsi spese e, a maggior ragione, i rimborsi a piè di lista di spese documentate come presumibilmente operato dall’opposto; 3) l’importo dell’indennità per patto di concorrenza post contrattuale come rivendicato sarebbe comunque erroneo in quanto l’art. 14 dell’AEC industria applicato prevede, appunto, delle riduzioni nel caso di patto di non concorrenza (leggi tutto)… causa n. 7923/2020 R.G. – Giudice/firmatari: Craca Giuseppe 2 Tribunale di Pisa, Sentenza n. 1211/2019 del 25-11-2019 … del danno da fatto illecito per atti di concorrenza sleale e fraudolenti, anche riconducibili all’abuso di dipendenza economica (revoca del marchio ### determinazione di tensione finanziaria per il tramite dell’irregolare flusso di approvvigionamenti, politica di emarginazione rispetto agli altri distributori romani), quantificato in € 5.000.000,00 in via equitativa e per altri illeciti contrattuali, quali la mancata consegna di motoveicoli da distribuire ai sub dealers, da parte della ### che ha lasciato inevasi alcuni ordinativi di veicoli trasmessi da ### srl e per consegna di motoveicoli privi di certificato di conformità e quindi impossibilitati a circolare, quantificato in € 50.000 in via equitativa. ### spa si è costituita contestando ogni addebito. In tale causa ### srl ha convenuto (leggi tutto)… causa n. 2803/2011 R.G. – Giudice/firmatari: Pastacaldi Laura 7 Tribunale di Roma, Sentenza n. 9167/2023 del 08-06-2023 … confronti di ### S.r.l. per gli atti di concorrenza sleale commessi da quest’ultima in danno della prima; infatti il socio “non è legittimato ad agire in giudizio in proprio per l’accertamento e l’inibitoria dell’attività di concorrenza sleale posta in essere in danno della società «giacché tali domande postulano, appunto, un rapporto concorrenziale: che è però ipotizzabile solo nei confronti della società» e non anche personalmente nei riguardi del socio” (cfr. Cass. 12-7-2019, n. 18772 e Cass. 17 aprile 2003, n. 6169). Passando, ora, all’esame del merito, ritiene il Tribunale che, alla luce delle complessive emergenze in atti, debba pervenirsi all’accoglimento della domanda risarcitoria formulata dall’attore. In via generale e schematica va ricordato che, accanto all’azione di (leggi tutto)… causa n. 51209/2019 R.G. – Giudice/firmatari: Di Salvo Giuseppe
Tribunale di Brescia, sentenza del 28 dicembre 2023, n. 3416 – Concorrenza Sleale? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale.
Tribunale di Brescia, sentenza del 28 dicembre 2023, n. 3416 – Concorrenza Sleale? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX dal 1991- specializzata nelle indagini per concorrenza sleale, agente commerciale, dipendente, socio, partner commerciale. registrazione della denominazione, marchio, concorrenza sleale In materia di società di capitali, l’imprenditore che per primo adotti una determinata denominazione sociale acquista il diritto all’uso esclusivo della stessa, con conseguente obbligo di differenziazione per chi, successivamente, utilizzi una denominazione uguale o simile idonea a generare un rischio di confusione. Quando due società assumono la medesima denominazione sociale, il conflitto tra le […] APPROFONDISCI Tribunale di Brescia, sentenza del 28 dicembre 2023, n. 3415 – diritto al nome, marchio, concorrenza sleale Il diritto al nome, disciplinato dall’art. 6 c.c., costituisce una specificazione del c.d. diritto all’identità personale e implica la possibilità di azionare la tutela prevista dall’art. 7 c.c. consistente nella facoltà di richiedere giudizialmente la cessazione dell’utilizzo non autorizzato del proprio nominativo. In difetto di apposita autorizzazione dell’avente diritto, infatti, l’utilizzo del suo nome è […] APPROFONDISCI Tribunale di Brescia, sentenza del 25 settembre 2023, n. 2378 – atti di concorrenza sleale, concorrenza parassitaria, concorrenza parassitaria c.d. diacronica e c.d. sincronica Ferme le disposizioni che concernono la tutela dei segni distintivi e dei diritti di brevetto, l’art. 2598, n. 1, c.c. identifica come atti di concorrenza sleale, tra gli altri, l’utilizzo di nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o i segni distintivi legittimamente usati da altri, ovvero l’imitazione servile di prodotti […] APPROFONDISCI Ordinanza del 2 luglio 2021 – Presidente: Dott. Raffaele Del Porto – Giudice relatore: Dott. Lorenzo Lentini La sussistenza di un adeguato fumus boni iuris in materia di concorrenza sleale deve essere costituita da elementi diversi e ulteriori rispetto alla mera e fisiologica concorrenza tra imprese. In merito allo sviamento di clientela, l’eventuale sussistenza di coincidenze in relazione alla perdita di clienti non può considerarsi di per sé sottrazione di clientela in mancanza di […] APPROFONDISCI Sentenza del 12 aprile 2021 – Presidente: Dott. Raffaele Del Porto – Giudice relatore: Dott. Lorenzo Lentini In tema di sottrazione di segreti aziendali, i requisiti ai fini della protezione delle informazioni aziendali possono essere così puntualizzati: a) novità, in quanto l’informazione non deve essere generalmente nota ovvero agevolmente accessibile da terzi; b) valore economico, idoneo ad attribuire un vantaggio competitivo, che viene meno laddove l’informazione sia resa pubblica, con la precisazione […] APPROFONDISCI Sentenza del 31 marzo 2021 – Presidente: Dott. Raffaele Del Porto – Giudice relatore: Dott. Angelica Castellani Ai fini della configurabilità della fattispecie dello storno di dipendenti e/o collaboratori, non è sufficiente che l’imprenditore ponga in essere un’attività idonea a crearsi un vantaggio competitivo a danno di un concorrente, essendo altresì indispensabile che tale vantaggio sia perseguito mediante una strategia sorretta da un vero e proprio “animus nocendi”, ossia diretta a svuotare […] APPROFONDISCI Sentenza del 26 marzo 2021 – Giudice designato: Dott. Lorenzo Lentini Il rapporto concorrenziale non può essere individuato nella mera realizzazione di prodotti aventi caratteristiche analoghe, ma occorre indagare anche la tipologia di clientela alla quale si indirizza l’offerta e le modalità di aggressione del mercato; non è apprezzabile alcun rapporto di concorrenza in concreto tra due imprese ove esse operino in mercati di prodotto distinti […] APPROFONDISCI Sentenza del 12 marzo 2021 – Presidente: dott. Raffaele Del Porto – Giudice relatore: dott.ssa Angelica Castellani Il giudice innanzi al quale sia stata proposta domanda di nullità integrale del contratto deve rilevarne d’ufficio la sua nullità solo parziale, e solo qualora le parti, all’esito di tale indicazione officiosa, omettano un’espressa istanza di accertamento in tal senso, deve rigettare l’originaria pretesa non potendo inammissibilmente sovrapporsi alla loro valutazione e alle loro determinazioni […] APPROFONDISCI Ordinanza del 21 ottobre 2020 – Giudice designato: Dott.ssa Alessia Busato Anche lo storno di un solo dipendente è da considerarsi illecito allorché connotato dall’animus nocendi dello stornante oltre che dalla natura essenziale – cioè idonea ad avere ripercussioni traumatiche sull’organizzazione aziendale – dell’apporto lavorativo del dipendente stornato. Può configurarsi un atto di concorrenza sleale in presenza di un trasferimento di un complesso di informazioni da parte […] APPROFONDISCI Sentenza del 4 agosto 2020 – Presidente relatore: Dott. Raffaele Del Porto È fondata l’eccezione di incompetenza del Tribunale a conoscere della domanda di risarcimento danni per gli atti di mala gestio, asseritamente compiuti dall’amministratore di una società, quando l’azione, diretta a verificare la correttezza dell’operato dell’organo gestorio della società, coinvolge “diritti disponibili relativi al rapporto sociale”, che risultano ricompresi nella clausola compromissoria prevista statutariamente in forza della quale […] PROVVEDIMENTI RECENTI * Tribunale di Brescia, sentenza del 6 marzo 2024, n. 893 – trasporto aereo, trasporto di persone, responsabilità del vettore per danni derivati al passeggero da ritardo del volo, compensazione pecuniaria * Tribunale di Brescia, ordinanza del 6 febbraio 2024 – società a responsabilità limitata, controllo dei soci non amministratori ex art. 2476, 2° co., c.c. * Tribunale di Brescia, sentenza del 12 gennaio 2024, n. 117 – società a responsabilità limitata, azione sociale di responsabilità, responsabilità dell’amministratore unico * Tribunale di Brescia, sentenza del 28 dicembre 2023, n. 3416 – registrazione della denominazione, marchio, concorrenza sleale * Tribunale di Brescia, sentenza del 28 dicembre 2023, n. 3415 – diritto al nome, marchio, concorrenza sleale