Infidelity Investigation in Milano, Private Investigator-Private Investigation Services in Italy. IDFOX Tel.+3902344223. Private Investigators Detectives Agency Milan (Italy)
Infidelity Investigation in Milano, Private Investigator-Private Investigation Services in Italy. IDFOX Tel.+3902344223. Private Investigators Detectives Agency Milan (Italy) , Milan, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Palermo.Private Investigators Detectives Agency Milan (Italy) , Rome. IDFOX Investigation Since 1991 international Investigative Agency Investigations in private international Milan Italy- Detective Agent International in Italy and leader in making serious and precise investigations especially specializes in international investigations of all kinds, private and corporate, use the territory of professionals and serious preparations. Private investigation helps ordinary people, business organizations, and industrial leaders reduce the risks they face everyday and give them the means to make a more informed decision in the future. By approaching each case carefully with the appropriate standards, experience, expertise, and discretion, we are able to offer our clients the private investigation services that shed light to uncertainties and hidden truths, minimize the risk, and protect their interests. Oraganizzazione International is a firm providing investigativa legal and investigative services to local and foreign clients. Our firm is the largest legal service network in Italy with offices in Milan We provide our clients knowledgeable staff with enforcement experience. Conducting investigative work and surveillance in Italy requires experience and networking capability. Agency international can provide these corporate private investigator and much more to our clients. Personal Investigative Services: Corporate Investigative Services: Asset Searches Surveillance Business Background Check Due Diligence Litigation Support Pre-Employment Screening Computer Forensics IT Security Security Protection Services: Executive and Personal Protection Security Vulnerability Analysis Technical Countermeasures Surveillance Criminal Records Check Marriage/Divorce Verification Pre-Marriage Background Check Locate Missing Person Locate Witnesses Request a Quote Who we are Given that we do not intend to emulate famous characters invented by TV series etc., but we are real and concrete, we work with passion and for over 30 years of activity, customers have appreciated us for the results obtained, for confidentiality and for low costs. Today, the IDFOX agency is currently directed by Doctor Margherita Maiellaro. The director has gained many years of experience in the investigative field and has a degree in law, with specialization in international law, from Bocconi University. The detective agency IDFOX Investigation was founded by Max Maiellaro. The founder, with over 30 years of investigative experience gained in the State Police, former direct collaborator of Count Corrado AGUSTA, former President of the homonymous AGUSTA SpA Group, was also responsible for the security services of a multinational, as well as for various operating groups in various sectors such as metalworking, chemistry, goldsmithing, textiles, high fashion, electronics and large-scale retail trade, he has always brilliantly resolved every investigative problem connected to: corporate infidelity, goods, trademarks and patents, unfair competition and the intellectual defense of projects, infringement of the non-competition agreement, protection of know-how and protection of individuals and families, as well as the usual contact person for entrepreneurs, managers, multinationals and law firms throughout Italy and abroad. The idfox ® team is connected online with a network of over 170 investigative agencies around the world and is connected online with over 400 correspondents in various countries; all highly specialized with technical expertise in methods and procedures, with services optimized and managed through consultancy using possible customized in-house customer solutions; we guarantee a highly qualified and personalized service; with a staff of collaborators all graduated with knowledge of 5 spoken and written languages (Italian – English – Spanish, French and Arabic). The IDFOX agency team is made up of former members of the Police Force, who make use of cutting-edge means and techniques that are in step with new technologies, boasting in-depth and certified knowledge in the field of intelligence. The IDFOX investigative agency provides valid documentation for legal use, including: appraisals and technical reports; observation services documented with photos and videos. Call us to request a free consultation or a quote (We are 300 MT CENTRAL STATION – 50 MT MM YELLOW REPUBBLICA/PISANI EXIT P.IVA 09741640966) IDFOX ® ® Investigation Agency Via Luigi Razza 4 – 20124 – Milan Telephone +39 02-344223 (www.idfox.it – mail: max@idfox.it About us: IDFOX SRL ® Via Luigi Razza, 4 – 20124 Milan Guaranteed Results Maximum
Quando il tradimento diventa reato? Chiedi una consulenza Agenzia IDFOX Investigazioni dal 1991, Tel. 02344223
Quando il tradimento diventa reato? Chiedi una consulenza Agenzia IDFOX Investigazioni dal 1991, Tel. 02344223 Il tradimento non è di per sé un reato in Italia, ma in alcuni casi può costituire fonte di risarcimento del danno. Analizziamo le ipotesi specifiche. Un nostro lettore ci chiede espressamente quando il tradimento diventa reato. Premesso che l’infedeltà costituisce un illecito solo per le coppie sposate (o legate da unione civile) e non anche per quelle conviventi, essa può avere conseguenze solo sul piano civile, come l’addebito della separazione. In Italia dunque, il tradimento non è considerato un reato. Tuttavia, esistono alcune situazioni specifiche in cui l’adulterio (questo è il nome tecnico attribuito all’infedeltà coniugale) può assumere rilevanza ai fini del risarcimento del danno. Cerchiamo dunque di comprendere cosa succede a chi tradisce e quali sono le conseguenze per lui. Indice * Il tradimento nel codice penale * Conseguenze del tradimento * Come ottenere il risarcimento * Quando il tradimento diventa reato? Il tradimento nel codice penale Il codice penale non prevede più il reato di “tradimento”. In passato, l’adulterio e il concubinato erano invece puniti rispettivamente dagli art. 559 e 560 del codice penale. Tali due norme sono state dichiate illegittime (e quindi eliminate definitivamente dal nostro ordinamento) ad opera della Corte Costituzionale con le sentenze n. 126/1968 e n. 147/1969. È interessante notare che il tradimento del marito era già stato depenalizzato in precedenza, mentre quello della moglie è rimasto un reato fino appunto alla pronuncia del 1968, ritenendo più grave l’infedeltà di quest’ultima. Questa disparità di trattamento derivava da una visione patriarcale della famiglia, in cui la donna era considerata subordinata al marito e la sua fedeltà era ritenuta essenziale per la tutela dell’onore e della prole. Su di lei infatti gravava l’onere di garantire l’unità domestica. Un uomo che tradisce torna sempre la sera in casa – si riteneva una volta – mentre se è la moglie ad avere l’amante la famiglia si sfalda per sempre. La Corte Costituzionale, con due sentenze storiche, ha eliminato questa discriminazione: * sentenza n. 126 del 19 dicembre 1968: dichiarò l’illegittimità costituzionale dell’art. 559 del Codice penale, nella parte in cui puniva l’adulterio della moglie, in quanto violava il principio di uguaglianza tra uomo e donna sancito dalla Costituzione (art. 3); * sentenza n. 147 del 3 dicembre 1969: sancì l’illegittimità costituzionale dell’art. 560 del Codice Penale, laddove puniva il concubinato del marito, completando così la depenalizzazione dell’adulterio per entrambi i sessi. Perché l’adulterio della moglie è stato eliminato dopo? Come detto, la ragione di questa differenza temporale risiede probabilmente nel contesto sociale e culturale dell’epoca. Nel 1968, la società italiana era ancora fortemente influenzata da una mentalità patriarcale, e la Corte Costituzionale ha dovuto affrontare resistenze e pregiudizi nel dichiarare l’illegittimità dell’art. 559 cod. pen. Conseguenze del tradimento Il tradimento, di per sé, non può mai diventare reato. Le sue conseguenze si limitano all’ambito civile e possono comportare l’addebito della separazione, con le seguenti conseguenze: * perdita del diritto al mantenimento; * perdita dei diritti successori. Il tradimento non implica neanche il risarcimento del danno per la sofferenza e lo sfaldamento della famiglia. Ma questa regola è soggetta a un’eccezione. Secondo la Cassazione, dall’adulterio può derivare l’obbligo del risarcimento in favore del coniuge tradito quando la condotta infedele lede i diritti inviolabili della persona, come la salute, l’onore, la dignità o l’integrità psicofisica. Non basta il semplice fatto dell’infedeltà a far scattare il risarcimento, ma è necessario che il tradimento sia stato commesso con modalità particolarmente lesive, tali da superare la soglia della normale tollerabilità e da provocare un danno ingiusto al coniuge tradito. Esempi di condotte che possono dar luogo al risarcimento: * tradimento conclamato e pubblico: quando il coniuge infedele rende manifesta, alla cerchia sociale in cui la coppia vive, la relazione extraconiugale, umiliando e offendendo il coniuge tradito davanti ad amici, parenti o colleghi; * tradimento con persona vicina alla famiglia: se il tradimento avviene con un familiare, un amico o un collega del coniuge tradito, causando un ulteriore dolore e maggiore sofferenza; * abbandono della casa coniugale: quando il coniuge infedele abbandona la casa coniugale per vivere con l’amante, lasciando il coniuge tradito in una situazione di difficoltà economica, privo dei mezzi di sussistenza (in questo caso scatta anche il reato di “violazione degli obblighi di assistenza familiare”); * violenza o minacce: se il tradimento è accompagnato da maltrattamenti fisici o psicologici nei confronti del coniuge tradito, costringendolo a sopportare la situazione di infedeltà; * diffusione di notizie false o offensive sul coniuge tradito, ledendo la sua reputazione e la sua dignità (in tale ipotesi può configurarsi anche il reato di diffamazione). Come ottenere il risarcimento Il coniuge tradito può chiedere il risarcimento del danno in sede civile, presentando un’apposita domanda al giudice. È necessario dimostrare il nesso di causalità tra il tradimento e il danno subito, fornendo prove concrete delle modalità lesive con cui si è consumato l’adulterio e delle conseguenze negative che ne sono derivate. Il risarcimento può riguardare sia il danno patrimoniale (ad esempio, le spese mediche sostenute per curare una malattia provocata dallo stress del tradimento), sia il danno non patrimoniale (come il danno morale per la sofferenza subita, il danno biologico per le lesioni alla salute, il danno esistenziale per il peggioramento della qualità della vita). Quando il tradimento diventa reato? Se il tradimento non rappresenta un illecito penale, alcuni comportamenti associati ad esso possono integrare reati specifici: * violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 c.p.): quando il coniuge infedele, a causa del tradimento, trascura i propri doveri di assistenza materiale e morale nei confronti del coniuge e dei figli, ad esempio, abbandonando la casa familiare e non contribuendo più al sostentamento economico della famiglia; * maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.): se il tradimento è accompagnato da comportamenti violenti, vessatori o umilianti nei confronti del coniuge tradito; * diffamazione (art. 595 c.p.): se il coniuge traditore diffonde la notizia del tradimento, offendendo la reputazione dell’altro coniuge. CHI SIAMO: Il titolare dell’agenzia IDFOX ®,S.r.l. è la Dott.ssa Margherita Maiellaro. La responsabile ha un’esperienza pluriennale nel campo ed ha conseguito una
Cosa spetta alla moglie in caso di abbandono del tetto coniugale? Quando è consentito andare via di casa: conseguenze, sanzioni, addebito e possibili reati. Chiedi una consulenza Agenzia IDFOX Investigazioni dal 1991, Tel. 02344223
Cosa spetta alla moglie in caso di abbandono del tetto coniugale? Quando è consentito andare via di casa: conseguenze, sanzioni, addebito e possibili reati. Chiedi una consulenza Agenzia IDFOX Investigazioni dal 1991, Tel. 02344223 La convivenza è uno dei doveri del matrimonio, un dovere però sancito dal codice civile (art. 143 cod. civ.) e non da quello penale. Ne deriva che l’abbandono del tetto coniugale non costituisce un reato, a meno che non sia accompagnato da altre gravi condotte come, ad esempio, quella di far mancare ai familiari i mezzi di sopravvivenza. Ma allora cosa spetta alla moglie in caso di abbandono del tetto coniugale da parte del marito? E a cosa invece ha diritto se è lei stessa ad andare via di casa senza una valida ragione? In caso di abbandono del tetto coniugale, la situazione giuridica della moglie dipende da diversi fattori, tra cui la presenza di figli, la situazione economica dei coniugi e le circostanze che hanno portato all’abbandono. In questo articolo faremo una disamina di tutte le possibili situazioni che si possono verificare. Indice * Quando c’è abbandono del tetto coniugale? * Conseguenze dell’abbandono del tetto coniugale * A cosa ha diritto la moglie in caso di abbandono del tetto coniugale? * Prova dell’abbandono Quando c’è abbandono del tetto coniugale? L’obbligo di convivenza vale solo per le coppie sposate. Non esiste un parallelo dovere anche per le coppie conviventi (cosiddette “coppie di fatto”). Sicché se un coniuge va via di casa, lasciando l’altro, commette una violazione dei doveri matrimoniali da cui scaturiscono le sanzioni (civili) che vedremo a breve; se invece lo fa un partner non unito in matrimonio, non gli si può addebitare alcun illecito e quindi alcuna conseguenza. Altro aspetto interessante da analizzare è dopo quanti giorni di assenza da casa si può parlare di “abbandono del tetto coniugale”. Non ogni allontanamento dalla casa familiare costituisce abbandono del tetto coniugale. Per configurare tale illecito, è necessario che il coniuge abbia lasciato la dimora in cui la coppia conviveva stabilmente: * senza volontà di volervi più tornare o senza riferire se ciò avverrà o meno, lasciando l’altro coniuge nella più assoluta incertezza. In ogni caso, gli allontanamenti prolungati sono sempre vietati; non lo è la breve pausa di riflessione (quella, ad esempio, del weekend); * senza una giusta causa. Non è quindi illecito l’allontanamento determinato da violenza domestica, maltrattamenti anche solo verbali, abusi e violenze; gravi incompatibilità che hanno già dato luogo a una crisi irreversibile del matrimonio con la manifestazione di entrambi di procedere alla separazione; preesistenza di una violazione dei doveri del matrimonio che, da sola, giustifica la separazione (come un tradimento, la protratta assenza di rapporti sessuali, ecc.). Conseguenze dell’abbandono del tetto coniugale Veniamo ora alle responsabilità e alle sanzioni. L’abbandono del tetto coniugale può costituire motivo di addebito della separazione, se non giustificato da una “giusta causa“. L’addebito implica: * la perdita del diritto al mantenimento, anche in caso di assenza di redditi. Pertanto, il coniuge che va via di casa non può chiedere gli alimenti; * la perdita della qualità di erede del coniuge, qualora questi deceda prima del divorzio. L’abbandono del tetto coniugale, in sé per sé, non costituisce reato. Tuttavia, come si diceva in apertura, quando colui che si allontana era anche la principale fonte di reddito della famiglia scatta il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiari. In tali ipotesi l’illecito penale si configura qualora non si provveda a far pervenire, al coniuge e/o ai figli, il denaro necessario per il mantenimento. Per evitare di commettere reato e di subire quindi una condanna penale, chi lascia la casa coniugale deve inviare un assegno o fare un bonifico mensile con l’importo necessario a garantire ai familiari lo stesso tenore di vita, almeno finché non sarà il giudice a quantificare l’ammontare esatto dell’assegno di mantenimento. La giurisprudenza richiede che l’abbandono sia ingiustificato e connotato da disvalore etico e sociale per essere causa di addebito (Cass. 12310/2012). Pertanto, se esso è giustificato da una situazione di intollerabilità della convivenza, non può essere addebitato al coniuge che si è allontanato. A cosa ha diritto la moglie in caso di abbandono del tetto coniugale? Se è il marito ad andare via di casa, alla moglie spetta: * il diritto di rivolgersi al tribunale e chiedere la separazione e, con un unico atto di ricorso, anche il divorzio (il giudice pronuncerà prima l’una, poi l’altro); * il mantenimento per sé stessa, ma solo se la sua situazione reddituale è tale da non garantirle l’autosufficienza economica. Deve quindi trovarsi quantomeno senza un lavoro che le assicuri l’autonomia; * il mantenimento per i figli, se sono minorenni o maggiorenni ma privi di una loro indipendenza economica; * l’affidamento condiviso dei figli, a meno che non vi siano valide ragioni per ritenere, nel comportamento dell’uomo, una grave situazione di incapacità a ricoprire il ruolo genitoriale; * l’assegnazione della casa coniugale se i figli, minorenni o maggiorenni non autonomi, le verranno successivamente affidati dal giudice (deve cioè essere disposto dal tribunale il “collocamento” presso di sé). Se invece è la moglie ad andare via di casa, i diritti appena visti sono tutti fatti salvi se, alla base dell’abbandono, c’è una giusta causa (ad esempio una violenza o una situazione di crisi conclamata). Invece, se non ci sono valide ragioni, la moglie perde il diritto al mantenimento per sé stessa ma non anche quello per i figli. Inoltre, se il giudice la ritiene ancora idonea – nonostante il comportamento – a rivestire il ruolo di genitore, la donna potrà ottenere anche l’affidamento condiviso dei figli, la collocazione presso di sé degli stessi e, conseguentemente, l’assegnazione della casa coniugale. Prova dell’abbandono L’onere della prova dell’abbandono e delle sue giustificazioni ricade sul coniuge che ha lasciato la casa. Questi, se l’abbandono è stato causato da una situazione di intollerabilità della convivenza, deve dimostrare tale circostanza per evitare l’addebito. CHI SIAMO: Il titolare dell’agenzia IDFOX ®,S.r.l. è la Dott.ssa Margherita Maiellaro. La responsabile ha un’esperienza pluriennale nel campo ed ha conseguito una laurea in Giurisprudenza con diritto internazionale presso l’Università Luigi Bocconi. Da anni si occupa dei rapporti con clienti
La truffa romantica o romance scam è quel genere di raggiro che punta ad estorcere denaro a chi crede di aver trovato l’amore sui social network. IDFOX Investigazioni dal 1991- Tel. +3902344223.
Attenti alle truffe romantiche: cosa sono e come difendersi o romance scam. La truffa romantica o romance scam è quel genere di raggiro che punta ad estorcere denaro a chi crede di aver trovato l’amore sui social network. IDFOX Investigazioni dal 1991- Tel. +3902344223. Come capire se una persona vicina è finita nelle mani di una truffa romantica? Investigazioni su falsi profili social e truffe romantiche? Come scoprile? Innanzitutto rivolgersi ad un ‘agenzia investigativa specializzata nello smascherare i truffatori. L’Agenzia IDFOX e’ specializzata da oltre 30 anni a smascherare i truffatori sia in ambito civile che penale. L’indagine deriva dall’analisi di dati ufficiali del tipo una visura anagrafica presso il Comune di residenza o un certificato di residenza e di dati ufficiosi che comprendono anche ricerche in loco. Il servizio di Rintraccio del truffatore è attivo su tutto il territorio Nazionale e in oltre 170 Paesi nel mondo e permette di ottenere precise indicazioni sulla reperibilità di un soggetto, inclusi i dettagli di eventuali recapiti telefonici intestati o vari falsi profili e indicazioni utili per smascherare i truffatori ed al termine delle indagini verra’ rilasciato un dettagliato report per eventuale uso legale. HAI IL SOSPETTO DI ESSERE VITTIMA DI UNA TRUFFA ROMANTICA? Prenota una consulenza via mail a max@idfox.it oppure Tel.+3902344223 iamo in via Luigi Razza 4 – 20124 Milano – a due passi dalla stazione Centrale. Truffa Romantica- Stando ai dati della Polizia Postale relativi al 2021 il fenomeno avrebbe infatti registrato un incremento del 118% rispetto all’anno precedente, per un totale di 4,5 milioni di euro sottratti alle vittime solo in Italia. Non ultimo, una delle ultime vittime e tale Gianfranco Bonzi, l’uomo morto dopo la truffa della finta Dua Lipa: l’autorità giudiziaria si indaga per istigazione al suicidio. Cosa sono e come funzionano le romance scam? Prima di addentrarci nei meccanismi di funzionamento di queste truffe è necessario fare una premessa sui soggetti che diventano il bersaglio tipo dei truffatori. Il profilo della vittima è generalmente quello di una persona che vive da sola e che ha alle spalle una relazione sentimentale o coniugale finita male. la popolazione femminile sembra essere più propensa a cadere nel tranello ma non sono rari i casi di uomini che si sono fatti raggirare da truffatori che si presentavano come giovani e avvenenti attrice, modelle straniere o donne facoltose. Il truffatore realizzata un profilo fake sui social network rubando foto in rete e curando al massimo i dettagli dello stesso per renderlo più veritiero e, una volta contattata la vittima, inizia a chattarci con il proposito di creare una relazione amichevole, ma soprattutto di generare nella vittima una dipendenza emotivo-affettiva. Per esperienza sono tutti soggetti molto scaltri , si spacciando per militari americani, coinvolti in guerre oppure professionisti di vario genere impegnati h24 per giustificare eventuali mancanze ecc. Ottenuta la fiducia, il truffatore inizia a chiedere piccole somme di denaro, giustificando motivazioni più diverse: dai gravi motivi di salute alle ristrettezze economiche o sequestro ingiustificato da parte della polizia, con la scusa di voler comprare biglietti aerei per incontrare la vittima. IL truffatore e’ una persona molto abile tanto da fare leva sull’emotività e sul bisogno di affetto delle vittime fino a convincerle della concreta possibilità di un futuro insieme. Di solito che contattano la vittima partendo solitamente da Facebook Messenger o dai Direct Messages di Instagram – arrivano a farsi dare un contatto Whatsapp o Skype, circuiscono la vittima fino al punto di farsi mandare foto erotiche o di nudo e successivamente chiedono un riscatto in denaro per non diffonderle. Possiamo affermare questa teoria del truffatore grazie alla nostra trentennale esperienza: -un professore universitario viene contattato da una ragazza russa, molto bella, invia circa 20 foto della sua condizione famigliare, dopo aver ottenuto la fiducia del Prof. chiede euro 1.600 da inviare con Western Union. Nel giro di tre mesi riesce , con vari motivi, a convincere il Prof. Di inviare la somma di circa 60 mila euro il tutto per una compiacenza nelle campagne russe….Grazie alle nostre indagini il Prof pote’ convincersi della truffa, in quanto le indagini evidenziarono chi si trattava un ‘organizzazione della Repubblica Federala Russa, dedita alle tariffe di vario genere. Il secondo caso di un impiegato milanese di 55 anni, contattato da una presunta atleta russa, infortunatosi in una gara.. ed anche in questo caso la presunta atleta riuscì a spillare oltre 40 mila euro. Quanto il cliente fu messo al corrente dell’esito delle investigazioni si senti male….asserendo che aveva fatto un prestito di euro 15 da pagare in 3 anni e chiese l’anticipo del tfr, per soddisfare le richieste della presunta atleta. La cosa strana che questa volta la truffatrice inviamo quotidianamente esami clinici e vari interventi alla caviglia per una presunta frattura scomposta. Purtroppo, anche in questo caso si trattava della stessa organizzazione. Il terzo caso: -una ragazza di anni 26, di una famiglia nota di Milano, ci contatta per evaere informazioni su di un soggetto americano di 30 anni, consegnandoci copia di una carta di identità americana con fotografia; bene, dopo 4/5 gg il nostro corrispondente di NY ci comunica che questo soggetto esiste, ma non e’ la stessa persona della fotografia sulla carta di identità: bensi un tassista…. Bene le cliente decide , comunque di partire in quanto il presunto fidanzato l’aspettava all’aeroporto JFK. Giunta all’aeroporto insieme ad un nostro collaboratore, il presunto fidanzato inviamo un whatsapp asserendo che era ricovrato in ospedale per un intervento chirurgico…Insieme al nostro corrispondente si recarono all’indirizzo dove venivano spediti i soldi circa 38 mila euro, qui dopo circa 5/6 ore di appostamento intercettarono il tassista, il vero truffatore, un ragazzo di colore, e ci fu uno scambio di insulti con regolare denuncia per truffa alle autorita’ competenti con l’ausilio di un avvocato segnalata dai nostri corrispondenti. Le vittime tardano a prendere coscienza del fatto che si tratti di un raggiro e anche quando lo realizzano faticano, per pudore o timore del giudizio sociale, a raccontarlo ad amici o conoscenti e anche a denunciarlo alle forze dell’ordine. Gli accorgimenti utili a riconoscere questo tipo di
Milano Investigatore Privato, Agenzia Investigativa a Milano, Investigazione privata a Milano. Quando l’investigatore privato può controllare un lavoratore L’investigatore privato può svolgere attività d’indagine nei confronti di un dipendente fuori dall’ambiente lavorativo e in luogo pubblico
Milano Investigatore Privato, Agenzia Investigativa a Milano, Investigazione privata a Milano. Quando l’investigatore privato può controllare un lavoratore L’investigatore privato può svolgere attività d’indagine nei confronti di un dipendente fuori dall’ambiente lavorativo e in luogo pubblico Molti e di diversa natura sono i reati imputabili ad un lavoratore e comprendono, solo per citarne alcuni, l’abuso dei permessi della legge 104, l’assenteismo, la falsa malattia, ma anche l’infedeltà aziendale e la concorrenza sleale. Tali reati possono portare a gravi sanzioni a carico del lavoratore, compreso anche il licenziamento. Per verificare eventuali illeciti da parte di un dipendente, molte aziende si affidano agli investigatori privati, in grado di arrivare ad una risposta in tempi rapidi. Secondo la legge, il datore di lavoro può assumere un investigatore privato per controllare un dipendente. Tuttavia, l’attività investigativa per essere considerata legittima non può violare i limiti imposti dalla privacy e deve rientrare all’interno di determinati paletti. In primo luogo, deve avere carattere occasionale e non sistematico, essere svolta in un arco di tempo preciso e con uno scopo definito. L’investigatore privato può controllare un lavoratore per conto dell’azienda soltanto al di fuori del posto di lavoro, dopo l’orario lavorativo e in luogo pubblico. Poiché l’attività investigativa sia ritenuta legittima, a monte dell’incarico vi dev’essere, da parte del datore di lavoro, il sospetto che il dipendente voglia commettere, stia commettendo o abbia compiuto un reato. In altri termini, l’investigatore può essere assunto soltanto per verificare, in presenza di un sospetto, un eventuale comportamento illecito commesso dal lavoratore. Viceversa, non può essere assunto per verificare il corretto adempimento dell’attività lavorativa, ossia in che modo il lavoratore svolge il proprio lavoro. Tale compito, infatti, spetta soltanto al datore di lavoro (o al personale interno preposto) e in alcune circostanze può essere esercitato tramite mezzi specifici, come le telecamere di sorveglianza. Anche in questo caso, la situazione merita un approfondimento, poiché lo Statuto dei Lavoratori vieta il controllo a distanza dei dipendenti. Tale divieto nell’utilizzo degli strumenti di sorveglianza, tuttavia, fa eccezione in tre casi: per esigenze organizzative e produttive, di sicurezza del lavoro e di tutela del patrimonio aziendale. Anche in presenza di una di queste motivazioni, il datore di lavoro, però, non può far installare un impianto di videosorveglianza senza previo accordo con i sindacati, o “Le attività dell’Investigatore Privato”: L’attività di investigazione si divide in due categorie: le investigazioni pubbliche e le investigazioni private. Le investigazioni pubbliche sono quelle svolte dalle autorità e si dividono anch’esse in due categorie: Investigazione preventiva: condotta fuori dal processo penale, per esigenze diverse da quelle connesse alla ricostruzione di un fatto che potrebbe risultare criminoso, segnalando alla Autorità Giudiziaria le eventuali risultanze di fatti criminosi da perseguire di cui eventualmente si venga a conoscenza; * Investigazione inquirente: solitamente condotta dalla Polizia Giudiziaria, all’interno di un’investigazione relativa ad un’istruttoria penale già formalizzata dalla Magistratura, al fine di ricostruire il fatto criminoso andando alla ricerca della verità e delle prove che determineranno la colpevolezza dell’autore del reato nell’ambito di un processo penale. L’investigatore pubblico, è collegato alle figure che svolgono servizio di autorità statale competenti in materia, come ad esempio la Polizia di Stato, l’Arma Carabinieri ecc….. L’investigazione privata, diversamente, potrà essere svolta da un soggetto privato che, in presenza di determinati requisiti stabiliti dal Decreto Ministeriale 269/2010, abbia ottenuto una licenza dal Prefetto territorialmente competente, ai sensi dell’art. 134 TULPS. Il medesimo Decreto Ministeriale ha definito le tipologie di investigazioni private, suddividendole in investigazioni (c.d.) civili, con diverse forme, ovvero investigazioni penali. L’investigazione civile si suddivide ulteriormente in: * attivita’ di indagine in ambito privato, volta alla ricerca ed alla individuazione di informazioni richieste dal privato cittadino, * attivita’ di indagine in ambito aziendale, volta a risolvere questioni afferenti la propria attivita’ aziendale, * attivita’ d’indagine in ambito commerciale volta all’individuazione ed all’accertamento delle cause che determinano, anche a livello contabile, gli ammanchi e le differenze inventariali nel settore commerciale, * attivita’ di indagine in ambito assicurativo, per la tutela di un diritto in sede giudiziaria, in materia di: dinamica dei sinistri, ecc.. Infine l’attività d’indagine penale o difensiva, è volta all’individuazione di elementi probatori da far valere nell’ambito del processo penale e deve necessariamente essere richiesta da un avvocato. Autorizzata l’attività dell’investigatore privato Professionale. Gli investigatori potranno svolgere le indagini su tutto il territorio nazionale solo dopo aver ricevuto l’incarico dal Committente e detto incarico non è procrastinabile. Pertanto l’investigatore dovrà compilare un’autocertificazione attestante il percorso nel caso concreto che si intende svolgere, o che è presumibile. A detta autocertificazione potrà essere allegata, la copia del giornale degli affari dove è riportata l’indagine de qua, o il mandato sottoscritto dal cliente. L’investigatore dovrà quindi decide se allegare detti documenti o quali non essendo espressamente richiesto dalla norma. Il consiglio è anche quello di portare al seguito la licenza investigativa e se l’indagine è svolta da un CIIE allora oltre ai documenti di cui sopra anche la comunicazione effettuata alla competente Prefettura, del’avvio di collaborazione con il dipendente (art. 259 Reg. TULPS). Ogni uscita una distinta autocertificazione ecc… ecc… Ogni soggetto un’autocertificazione ecc.. ecc.. Quanto sopra perché l’art. 1 del DPCM di cui sopra al suo primo comma, lettera a, prevede espressamente che “sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative ….”. Qualche dubbio può sorgere non quando si svolge un’indagine per cui l’autocertificazione è indiscutibilmente da portare al seguito, ma quando semplicemente si va in ufficio. Riteniamo di poter suggerire, e ciò al sol fine di evitare inutili e gravosi contenziosi con l’organo accertatore, di portare al seguito anche in questo caso l’autocertificazione. Chi Siamo Premesso che non intendiamo emulare i personaggi famosi inventati da serie tv ecc, ma siamo reali, concreti e riservati, lavoriamo con passione e da oltre 30 anni di attività il clienti di apprezzano per i risultati ottenuti, per la riservatezza e per i costi contenuti. Oggi, l’agenzia IDFOX è correntemente diretta dalla Dottoressa Margherita Maiellaro. La direttrice ha maturato un’esperienza pluriennale nel campo investigativo ed ha conseguito una Laurea in Giurisprudenza, con
Investigazioni Aziendali per assenteismo, violazione legge 104 e concorrenza sleale. Agenzia Investigativa IDFOX dal 1991, Tel.02344223 Il lavoratore in stato di malattia e il suo licenziamento Cosa può legittimamente fare il dipendente malato: le ultime della Suprema Corte di Cassazione
Investigazioni Aziendali per assenteismo, violazione legge 104 e concorrenza sleale. Agenzia Investigativa IDFOX dal 1991, Tel.02344223 Il lavoratore in stato di malattia e il suo licenziamento Cosa può legittimamente fare il dipendente malato: le ultime della Suprema Corte di Cassazione * Principi generali * Licenziamento confermato * Licenziamento annullato Principi generali Nella giornata del 5 settembre 2024 la Corte di Cassazione ha emesso due provvedimenti in materia di licenziamento del lavoratore in stato di malattia. In entrambi i giudizi, i giudici hanno ricordato che – in linea generale – durante la convalescenza il lavoratore può svolgere più o meno qualsiasi attività purché essa non ritardi o pregiudichi la guarigione, ovvero non faccia sorgere il sospetto che la malattia sia simulata. Non è tanto quindi importante cosa fa in assoluto il lavoratore, ma la relazione tra ciò che fa e la patologia che lo rende temporaneamente inabile al lavoro. Precisano i giudici che una patologia che rende il lavoratore impossibilitato, seppur temporaneamente, dall’erogare la prestazione lavorativa, non necessariamente gli può impedire di svolgere altre attività. Licenziamento confermato Con l’ordinanza numero 23852 del 5 settembre 2024, la Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento di un lavoratore che, durante la convalescenza, si è recato a giocare una partita di calcio del torneo regionale di prima categoria. Secondo i giudici la condotta in questione ha violato gli obblighi di lealtà e correttezza nei confronti del datore di lavoro perché diretta, tramite la simulazione di uno stato fisico incompatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa, non solo all’assenza dal lavoro, ma anche al vantaggio indebito della partecipazione, in orario di lavoro, alla partita di calcio già programmata da tempo, che certamente implica uno sforzo fisico gravoso. Secondo i giudici il dipendente ha quindi simulato la malattia, o comunque non adempiuto al proprio dovere di trascorrere la convalescenza in maniera appropriata, in quanto la partita di calcio è un’attività incompatibile con la malattia (che sarebbe quindi simulata), ovvero che necessariamente ritarda la guarigione. Licenziamento annullato Con l’ordinanza 23858 emessa in pari data, è stata invece confermata la nullità del licenziamento di una lavoratrice che durante la convalescenza si è recata al bingo ed al centro commerciale per fare shopping. L’impedimento al lavoro non necessariamente produce l’impossibilità, con le residuali capacità psico-fisiche, di svolgere attività “normali”, soprattutto se compiute fuori dall’orario di reperibilità. In tale contesto non è stata sufficiente la relazione dell’investigatore privato, delegato dall’azienda a pedinare la dipendente per verificare, appunto, il suo rispetto ai doveri di lealtà e correttezza, vale a dire ad accertare che non avesse comportamenti che pregiudicassero o ritardassero la guarigione, o facessero dubitare dell’esistenza della malattia. Il detective, infatti, può soltanto riferire ciò che ha visto, mentre gli è certamente preclusa qualsiasi valutazione circa l’incidenza dei comportamenti sulla guarigione. Considerazione che, infatti, compete esclusivamente al medico ed al giudice. CHI SIAMO L’agenzia IDFOX è correntemente diretta dalla Dottoressa Margherita Maiellaro. La direttrice ha maturato un’esperienza pluriennale nel campo investigativo ed ha conseguito una Laurea in Giurisprudenza, con specializzazione in diritto internazionale, presso l’Università Bocconi. L’agenzia investigativa IDFOX Investigazioni è stata fondata da Max Maiellaro. Il fondatore, con oltre 30 anni di esperienze investigative maturate nella Polizia di Stato, già diretto collaboratore del Conte Corrado AGUSTA, ex Presidente dell’omonimo Gruppo AGUSTA SpA, è stato inoltre responsabile dei servizi di sicurezza di una multinazionale, nonché presso vari gruppi operanti in svariati settori quale metalmeccanici, chimica, oreficeria, tessile, alta moda, elettronica e grande distribuzione, ha sempre risolto brillantemente ogni problematica investigativa connessa a: infedeltà aziendale, ai beni, marchi e brevetti, concorrenza sleale e alla difesa intellettuale dei progetti, violazione del patto di non concorrenza, protezione know-how e tutela delle persone e della famiglia, nonché referente abituale di imprenditori, manager, multinazionali e studi Legali su tutto il territorio Italiano ed anche Estero. Il team dell’agenzia IDFOX è formato da ex appartenenti alle Forze di Polizia, i quali si avvalgono di mezzi e tecniche sempre all’avanguardia e al passo con le nuove tecnologie, vantando conoscenze approfondite e certificate nel campo dell’intelligence. L’agenzia investigativa IDFOX fornisce documentazioni valide per uso legale, tra le quali: perizie e relazioni tecniche; servizi di osservazione documentati con foto e video. Chiamaci per richiedere una consulenza gratuita oppure un preventivo (Siamo a 300 MT STAZIONE CENTRALE – 50 MT MM GIALLA USCITA REPUBBLICA/PISANI P.IVA 09741640966) Agenzia Investigativa IDFOX – Aut. N. Prot. 9
Quando l’investigatore privato può controllare un lavoratore? Investigazioni Azinedali, L’investigatore privato può svolgere attività d’indagine nei confronti di un dipendente fuori dall’ambiente lavorativo e in luogo pubblico
Quando l’investigatore privato può controllare un lavoratore L’investigatore privato può svolgere attività d’indagine nei confronti di un dipendente fuori dall’ambiente lavorativo e in luogo pubblico Molti e di diversa natura sono i reati imputabili ad un lavoratore e comprendono, solo per citarne alcuni, l’abuso dei permessi della legge 104, l’assenteismo, la falsa malattia, ma anche l’infedeltà aziendale e la concorrenza sleale. Tali reati possono portare a gravi sanzioni a carico del lavoratore, compreso anche il licenziamento. Per verificare eventuali illeciti da parte di un dipendente, molte aziende si affidano agli investigatori privati, in grado di arrivare ad una risposta in tempi rapidi. Secondo la legge, il datore di lavoro può assumere un investigatore privato per controllare un dipendente. Tuttavia, l’attività investigativa per essere considerata legittima non può violare i limiti imposti dalla privacy e deve rientrare all’interno di determinati paletti. In primo luogo, deve avere carattere occasionale e non sistematico, essere svolta in un arco di tempo preciso e con uno scopo definito. L’investigatore privato può controllare un lavoratore per conto dell’azienda soltanto al di fuori del posto di lavoro, dopo l’orario lavorativo e in luogo pubblico. Poiché l’attività investigativa sia ritenuta legittima, a monte dell’incarico vi dev’essere, da parte del datore di lavoro, il sospetto che il dipendente voglia commettere, stia commettendo o abbia compiuto un reato. In altri termini, l’investigatore può essere assunto soltanto per verificare, in presenza di un sospetto, un eventuale comportamento illecito commesso dal lavoratore. Viceversa, non può essere assunto per verificare il corretto adempimento dell’attività lavorativa, ossia in che modo il lavoratore svolge il proprio lavoro. Tale compito, infatti, spetta soltanto al datore di lavoro (o al personale interno preposto) e in alcune circostanze può essere esercitato tramite mezzi specifici, come le telecamere di sorveglianza. Anche in questo caso, la situazione merita un approfondimento, poiché lo Statuto dei Lavoratori vieta il controllo a distanza dei dipendenti. Tale divieto nell’utilizzo degli strumenti di sorveglianza, tuttavia, fa eccezione in tre casi: per esigenze organizzative e produttive, di sicurezza del lavoro e di tutela del patrimonio aziendale. Anche in presenza di una di queste motivazioni, il datore di lavoro, però, non può far installare un impianto di videosorveglianza senza previo accordo con i sindacati, o “Le attività dell’Investigatore Privato”: L’attività di investigazione si divide in due categorie: le investigazioni pubbliche e le investigazioni private. Le investigazioni pubbliche sono quelle svolte dalle autorità e si dividono anch’esse in due categorie: Investigazione preventiva: condotta fuori dal processo penale, per esigenze diverse da quelle connesse alla ricostruzione di un fatto che potrebbe risultare criminoso, segnalando alla Autorità Giudiziaria le eventuali risultanze di fatti criminosi da perseguire di cui eventualmente si venga a conoscenza; * Investigazione inquirente: solitamente condotta dalla Polizia Giudiziaria, all’interno di un’investigazione relativa ad un’istruttoria penale già formalizzata dalla Magistratura, al fine di ricostruire il fatto criminoso andando alla ricerca della verità e delle prove che determineranno la colpevolezza dell’autore del reato nell’ambito di un processo penale. L’investigatore pubblico, è collegato alle figure che svolgono servizio di autorità statale competenti in materia, come ad esempio la Polizia di Stato, l’Arma Carabinieri ecc….. L’investigazione privata, diversamente, potrà essere svolta da un soggetto privato che, in presenza di determinati requisiti stabiliti dal Decreto Ministeriale 269/2010, abbia ottenuto una licenza dal Prefetto territorialmente competente, ai sensi dell’art. 134 TULPS. Il medesimo Decreto Ministeriale ha definito le tipologie di investigazioni private, suddividendole in investigazioni (c.d.) civili, con diverse forme, ovvero investigazioni penali. L’investigazione civile si suddivide ulteriormente in: * attivita’ di indagine in ambito privato, volta alla ricerca ed alla individuazione di informazioni richieste dal privato cittadino, * attivita’ di indagine in ambito aziendale, volta a risolvere questioni afferenti la propria attivita’ aziendale, * attivita’ d’indagine in ambito commerciale volta all’individuazione ed all’accertamento delle cause che determinano, anche a livello contabile, gli ammanchi e le differenze inventariali nel settore commerciale, * attivita’ di indagine in ambito assicurativo, per la tutela di un diritto in sede giudiziaria, in materia di: dinamica dei sinistri, ecc.. Infine l’attività d’indagine penale o difensiva, è volta all’individuazione di elementi probatori da far valere nell’ambito del processo penale e deve necessariamente essere richiesta da un avvocato. Autorizzata l’attività dell’investigatore privato Professionale. Gli investigatori potranno svolgere le indagini su tutto il territorio nazionale solo dopo aver ricevuto l’incarico dal Committente e detto incarico non è procrastinabile. Pertanto l’investigatore dovrà compilare un’autocertificazione attestante il percorso nel caso concreto che si intende svolgere, o che è presumibile. A detta autocertificazione potrà essere allegata, la copia del giornale degli affari dove è riportata l’indagine de qua, o il mandato sottoscritto dal cliente. L’investigatore dovrà quindi decide se allegare detti documenti o quali non essendo espressamente richiesto dalla norma. Il consiglio è anche quello di portare al seguito la licenza investigativa e se l’indagine è svolta da un CIIE allora oltre ai documenti di cui sopra anche la comunicazione effettuata alla competente Prefettura, del’avvio di collaborazione con il dipendente (art. 259 Reg. TULPS). Ogni uscita una distinta autocertificazione ecc… ecc… Ogni soggetto un’autocertificazione ecc.. ecc.. Quanto sopra perché l’art. 1 del DPCM di cui sopra al suo primo comma, lettera a, prevede espressamente che “sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative ….”. Qualche dubbio può sorgere non quando si svolge un’indagine per cui l’autocertificazione è indiscutibilmente da portare al seguito, ma quando semplicemente si va in ufficio. Riteniamo di poter suggerire, e ciò al sol fine di evitare inutili e gravosi contenziosi con l’organo accertatore, di portare al seguito anche in questo caso l’autocertificazione. . Chi Siamo Premesso che non intendiamo emulare i personaggi famosi inventati da serie tv ecc, ma siamo reali, concreti e riservati, lavoriamo con passione e da oltre 30 anni di attività il clienti di apprezzano per i risultati ottenuti, per la riservatezza e per i costi contenuti. Oggi, l’agenzia IDFOX è correntemente diretta dalla Dottoressa Margherita Maiellaro. La direttrice ha maturato un’esperienza pluriennale nel campo investigativo ed ha conseguito una Laurea in Giurisprudenza, con specializzazione in diritto internazionale, presso l’Università Bocconi. L’agenzia investigativa IDFOX
私人調查員? è una persona che svolge un’attività Analoga ma da privato cittadino, in own tuttavia di requisiti e titoli previsti dalla Legge. Quanto Costa un Investigatore Private? – 投資於私人領域和熟悉的領域,每個代理人的費用為 40 歐元至 90 歐元。 科薩 può fare un 調查?
私人調查員? è una persona che svolge un’attività Analoga ma da privato cittadino, in own tuttavia di requisiti e titoli previsti dalla Legge. Quanto Costa un Investigatore Private? – 投資於私人領域和熟悉的領域,每個代理人的費用為 40 歐元至 90 歐元。 科薩 può fare un 調查? 私人調查 – 英語偵探,義大利語發音:[1] dal verbo detector, “trovare”, “scoprire”) è genericamente una persona che svolge indagini Finalizzate all’accertamento or all’esclusione dell’adiadimento di defatiati atti f 是 defatibenti 面造 eavati fatti。 奇·西亞莫 Oggi,l’agenzia IDFOX è correntemente diretta dalla Dottoressa Margherita Maiellaro。 La direttrice ha maturato un’esperienza pluriennale nel Campo Investigativo ed ha conseguito una Laurea in Giurisprudenza, con professionalizzazione in diritto internazionale, presso l’Università Bocconi. IDFOX 調查機構和 Max Maiellaro 的資料來源。 Il fontatore, con oltre esperienze 調查成熟國家警察,già diretto collaboratore del Conte Corrado Agusta, ex Presidente dell’omonimo Gruppo Agusta SpA, è stato inoltre responsabile dei servizi diul siocohi sion stato inoltre sponsabile diulululationi sin siociziioni leionaldiadul hihiadululhiad 兩次metalmeccanici 、chimica、oreficeria、tessile、alta moda、elettronica e grande distribuzione、ha semper risolto brillantemente ogni Problema Investigativa connessa a:infedeltà aziendale、ai beni、marchi erevigativa connessa a:infedeltà aziendale、ai benihat e涵蓋, protezioneknow-how e tutela delle persone e della famiglia, nonchéreferente abituale di imprenditori, manager, multinationali and Studi Legali su tutto il territorio Italiano ed anche Estero. Il team dell’idfox® e’ collegata on line con un network di oltre 170agenzia Investigative nel mondo ed ‘e’ collegata on line con oltre 400 corrispondenti in vari paesi ;完全專業化技術能力、新方法和程序、服務和管理,並在客戶內部提供個人化解決方案; 保證高級資格和個性化服務; 與 UNO 工作人員合作/e tutti laureati con la conoscenza di 5 lingue parlate e scritto (義大利語 – 英語 – 西班牙語、法語和阿拉伯語)。 IDFOX 團隊採用警察部隊的形式,具有先進的技術和先進的技術,是最新技術、最新技術和情報領域的證書。 IDFOX 調查機構根據法律使用有效的文件,品質:技術和相關技術;提供照片和視訊文件保存服務。 基亞馬奇為里奇德雷提供免費諮詢和預防 (Siamo 300 MT STAZIONE CENTRALE – 50 MT MM GIALLA USCITA REPUBBLICA/PISANI P.IVA 09741640966) Agenzia Investigativa IDFOX ® ® 通過 Luigi Razza 4 – 20124 – 米蘭 電話。 +39 02-344223(轉) www.idfox.it – 電子郵件:max@idfox.it 關於我們: IDFOX SRL ® 經路易吉·拉扎 (Luigi Razza),4 – 20124 米蘭 Risultati Garantiti Massima Riservatezza e Professionalità。
Investigatore privato: chi e? cosa può fare? Prezzi, Costi? Chi è e cosa fa l’investigatore privato? Quali attività può compiere? Le prove raccolte possono essere utilizzate in tribunale?
Investigatore privato: chi e? cosa può fare? Prezzi, Costi? Chi è e cosa fa l’investigatore privato? Quali attività può compiere? Le prove raccolte possono essere utilizzate in tribunale? Se sei appassionato di libri gialli avrai immaginato, almeno una volta, di vestire i panni di Agata Christie o Sherlock Holmes e di metterti sulle tracce di una persona sospetta. Lo stesso se sei amante della cronaca giudiziaria o dei film di James Bond. Molto più concretamente, però, compiere indagini potrebbe servire anche a smascherare le marachelle del proprio partner o i peccati di qualche altra persona alla quale non vogliamo propriamente del bene. Sempre più spesso, poi, le investigazioni sono rivolte a scoprire le irregolarità sul posto di lavoro. Le richieste di indagini private sono in costante aumento: lo dimostra il crescente numero di persone che decidono di svolgere la professione di investigatore privato. Non pensare, quindi, che le indagini possano essere compiute solamente dalla Procura della Repubblica: anche tu puoi incaricare qualcuno che le compia per te. Il problema, però, è cercare di capire quale valore possano avere le prove così raccolte. In altre parole: cosa può fare un investigatore privato? Quali sono i suoi limiti? Fino a dove può spingersi? Bisogna infatti ricordare che un investigatore privato non è un pubblico ufficiale, né appartiene alla polizia giudiziaria. Se quanto ho detto sinora ha suscitato il tuo interesse, perché sei un appassionato di diritto oppure perché hai fatto ricorso o stai pensando di incaricare un investigatore, allora potresti trovare interessante questo articolo: vedremo insieme cosa può fare un investigatore privato. Indice * Chi è l’investigatore privato? * Come si diventa investigatore privato? * Cosa può fare l’investigatore privato? * Investigatore privato: cosa non può fare? * Investigatore privato: i dati raccolti valgono come prove? Chi è l’investigatore privato? Prima di spiegare cosa può fare un investigatore privato, è bene fare chiarezza sul ruolo che riveste questa figura. Chi è l’investigatore privato? Può diventare investigatore privato chiunque ottenga un’apposita licenza prefettizia che gli permette di porre in essere determinate attività finalizzate alla raccolta di dati o elementi utili al committente, cioè a chi ha conferito l’incarico. La peculiarità dell’investigatore privato è che egli offre i propri servizi sul mercato come qualunque altro professionista; non ha nulla a che vedere con lo Stato, poiché lavora solamente per soddisfare le richieste dei propri clienti. Come si diventa investigatore privato? Chiunque può diventare investigatore privato, purché rispetti la procedura prevista dalla legge; nello specifico, occorre che il prefetto rilasci apposita licenza che consenta di svolgere attività di vigilanza e di investigazione o ricerca per conto di privati. La licenza non può essere rilasciata a chi sia incapace, a chi non sia cittadino italiano o comunitario, ovvero a chi abbia riportato condanne penali per delitto doloso, né può essere concessa per il compimento di operazioni che comportano un esercizio di pubbliche funzioni o una limitazione della libertà individuale [1]. In pratica, l’investigatore privato non può, ad esempio, fermare le persone e chiedere di mostrare il documento d’identità, in quanto un’operazione del genere può essere effettuata solamente da un pubblico ufficiale. Chi si improvvisa investigatore privato senza la licenza prefettizia oppure senza rispettare i limiti in essa contenuti, non soltanto rischia la revoca del titolo ma anche di incorrere in reato: la pena è l’arresto fino a due anni e l’ammenda fino a tremila euro [2]. Fare l’investigatore privato è una cosa seria, dunque. Cosa può fare l’investigatore privato? Vediamo ora cosa può fare l’investigatore privato. Egli può porre in essere tutte le attività necessarie a portare a termine l’incarico affidatogli, purché non sfoci in una condotta che costituisca illecito per l’ordinamento. Di conseguenza, l’investigatore privato potrà: * effettuare pedinamenti; * scattare foto e girare riprese (filmati), purché ciò avvenga in luogo pubblico o aperto al pubblico; * registrare conversazioni che avvengano in sua presenza; * effettuare sopralluoghi, purché vi sia il consenso del titolare del posto; * avvalersi di strumenti di localizzazione Gps satellitare, al fine di monitorare gli spostamenti di un’autovettura, ad esempio; * raccogliere informazioni estratte da documenti di libero accesso anche in pubblici registri; * avvalersi di collaboratori [3]. Investigatore privato: cosa non può fare? L’investigatore privato non è mai legittimato ad infrangere la legge; pertanto, egli non può: * intercettare telefonate che avvengono tra altre persone oppure conversazioni tra persone non presenti; * introdursi in luoghi privati senza permesso; * effettuare riprese audio e/o video all’interno di privata dimora senza consenso; * accedere a conto corrente personale o ad altri dati coperti dalla privacy. Le condotte anzidette sono punite severamente dalla legge e costituiscono reato; ad esempio, solo gli organi inquirenti, su autorizzazione del giudice, possono procedere ad intercettazione, e solo con gli strumenti a disposizione della Procura della Repubblica oppure della polizia giudiziaria. Investigatore privato: i dati raccolti valgono come prove? Tutti gli elementi raccolti dall’investigatore privato nell’esercizio del proprio mandato possono essere validamente utilizzati come mezzi di prova all’interno di un processo, civile o penale che sia. L’importante, come più volte ricordato, è che l’acquisizione sia avvenuta nel rispetto della legge, cioè osservando le prescrizioni normative e, soprattutto, non violando i divieti che sono stati elencati nel paragrafo precedente. In questa circostanza, tutte le prove raccolte sarebbero inutilizzabili. Quanto costa un investigatore privato? Fascia di prezzo 40 € – 90 € / ora Prezzo medio a livello nazionale I prezzi sopra riportati sono solo indicativi e non tengono conto delle periodiche variazioni di mercato. Per questo motivo consigliamo sempre di richiedere dei preventivi per avere dei costi personalizzati. CHIEDI PREVENTIVO GRATUITO 40 €50 €70 €80 € Scopri le tariffe di mercato di un investigatore privato Negli ultimi anni, il reclutamento di servizi di investigazione privata in Italia è notevolmente aumentato. Le ragioni o gli obiettivi principali dei clienti sono investigare e scoprire possibili tradimenti amorosi, truffe assicurative e altri problemi che questi professionisti possono risolvere. Ma, quanto costa un investigatore privato? Calcola il tuo preventivo per contrattare un investigatore privato * Quanto costa un investigatore privato? * Prezzo di un investigatore privato * In cosa consiste il
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