Investigatore Privato Milano, Quanto costa rivolgersi ad un investigatore Privato? le domande più frequenti che viene posta all’agenzia investigativa. Queste sono solo alcune delle variabili del costo di un investigatore. Vuoi sapere il costo per un investigazione non esitare a contattarci per un preventivo gratuito.
Investigatore Privato: Quanto costa rivolgersi ad un investigatore Privato? le domande più frequenti che viene posta all’agenzia investigativa. Queste sono solo alcune delle variabili del costo di un investigatore. Vuoi sapere il costo per un investigazione non esitare a contattarci per un preventivo gratuito. Investigatore Privato a Milano Autorizzato Risolviamo anche casi Estremi!!! Investigatore Private a Milano, quanto costa? le prove raccolte da un investigatore privato autorizzato, si possono usare in Tribunale? SI! Agenzia investigativa IDFOX SRL , Since 1991, leader nel settore, offre servizi professionale, mirati e specializzati nelle indagini confidenziali, indagini private ed aziendali , investigazioni matrimoniali, accertamenti infedeltà, tutela minori e compagnie sospette, Investigazioni aziendali, concorrenza sleale, doppio lavoro, assenteismo dipendenti, amministratori, dirigenti, controspionaggio e antisabotaggio industriale, indagini e controlli su soci e dipendenti, bonifiche ambientali e telefoniche, indagini bancarie Italia ed estero, compreso paesi off- share e paradisi fiscale e paradisi fiscale. I nostri investigatori altamente formati, tutti proveniente dalle Forze dell’Ordine, operano con le più moderne metodologie garantendo risultati certi e per uso Legale. Da 30 anni che smascheriamo gli Infedeli!!! Siamo specializzati a svolgere investigazioni private, anche estreme, con la massima serietà e riservatezza in Italia ed all’Estero. Investigatore privato a Milano Autorizzato dalla Prefettura di Milano. Risultati Certificati uso Legale_Operativi Italia Estero Chiamaci per richiedere una consulenza gratuita oppure un preventivo Chiamaci per richiedere una consulenza gratuita oppure un preventivo IDFOX Srl International Detectives Fox (r) Via Luigi Razza 4 – 20124 – Milano Tel: +39 02344223 (R.A.) – Tel.+39 026696454 (H 24) Aut.Gov. n.9277/12B15E www.idfox.it mail: max@idfox.it CHI SIAMO: Max Maiellaro, Il titolare dell’agenzia IDFOX SRL, con oltre 30 anni di esperienze investigative maturate nella Polizia di Stato, già diretto collaboratore del Conte Corrado AGUSTA, ex Presidente dell’omonimo Gruppo AGUSTA SpA, inoltre è stato responsabile dei servizi di sicurezza di una multinazionale, nonché presso multinazionali operanti in svariati settori quale metalmeccanici, chimica, oreficeria, tessile, alta moda, elettronica e grande distribuzione, ha sempre risolto brillantemente ogni problematica investigativa connessa a: infedeltà aziendale, ai beni, dai marchi e brevetti dalla concorrenza sleale e alla difesa intellettuale dei progetti, violazione del patto di non concorrenza, protezione know-how ed alla tutela delle persone e della famiglia, nonché referente abituale di imprenditori, manager, multinazionali e studi Legali su tutto il territorio Italiano ed anche Estero. Questa è la storia dell’agenzia IDFOX SRL, ed è il motivo per il quale i nostri clienti ci apprezzano per i risultati e per la riservatezza. Garantiamo la massima riservatezza, professionalità e risultati garantiti. IDFOX SRL è autorizzata con licenza per investigazioni private ed Aziendali – Art.134 TULPS; Indagini Penali – autorizzazione Art. 222 del D.L.vo 271/89 ed Art. 327 Bis del c.p.p. così come modificati dalla L.397/00 l’effettuazione di indagini difensive a favore della difesa rilasciate dalla Prefettura di Milano ed autorizzazione Agenzia Recupero Crediti n.13/D Questura Milano. Scegliere chi è legalmente autorizzato è una garanzia. COME SI SCEGLIE UN SERIO E PROFESSIONALE PROFESSIONISTA “INVESTIGATORE PRIVATO”? Come si sceglie il MIGLIORE “INVESTIGATORE PRIVATO”? Quanti anni di esperienza investigativa possiede, da quanto tempo opera e con quali risultati? Professionalità: nessun intermediario Capacità: consulenza immediata e trasparente Sede dell’agenzia: verificare se e dove esiste davvero la sede dell’agenzia, attraverso utenze telefoniche fisse, pagine bianche, pagine gialle, ecc Per ciò che riguarda l’aspetto economico, è bene sapere che esistono delle tabelle prezzi autorizzate dalla Prefettura, alle quali l’agenzia investigativa deve attenersi e sul mandato investigativo dovrà essere riportato l’importo/tariffa oraria pattuita, più Iva e spese. Nulla vieta però all’investigatore privato e al cliente stesso, di accordarsi su un corrispettivo “a forfait” in base alla natura dell’indagine. Non scegliere l’investigatore privato più economico nè quello che propone delle promozioni o sconti vari, e nemmeno quello contattato telefonicamente che vi richiede, per svolgere l’incarico, di inviare del denaro accreditandolo su Poste Pay; e nemmeno quelli mascherati dietro tariffe falsamente abbordabili, mascherati dietro a titoli inesistenti, mascherati dietro a finte lauree o attestati altisonanti. Ricordatevi che non ci si può improvvisare investigatore privato e soprattutto, senza aver avuto precedentemente un incontro presso la sede dell’agenzia investigativa e senza aver firmato un regolare contratto investigativo. DIFFIDATE! DIFFIDATE! Non affidatevi a chi Vi fissa una consulenza al bar, alla fermata delle metropolitana, in stazione, ecc. Non effettuate pagamenti/acconti su carte di credito o poste pay . NON FODATEVI …SONO ABUSIVI e DEI TRUFFATORI! La scelta di affidare l’incarico a un investigare privato che potrebbe risolvere i Vostri sospetti e cambiare la Vostra vita, è una scelta molto importante. Per svolgere qualsiasi indagine privata per presunta infedeltà coniugale, infedeltà aziendale, indagini difensive ecc., l’investigatore privato deve essere in possesso di una regolare Licenza rilasciata dal Prefetto di competenza, altrimenti è fuori legge e voi non sarete tutelati: lo svolgimento dell’attività di investigatore privato è subordinato al rilascio di una licenza prefettizia, per richiedere la quale è necessaria una serie di requisiti che dovrebbero garantire la professionalità dell’investigatore privato e dei suoi collaboratori. Rivolgersi ad un investigatore privato abusivo e quindi sprovvisto di licenza è controproducente in termini di qualità del servizio soprattutto se le risultanze delle investigazioni private dovranno essere usate in sede Giudiziaria per far valere un proprio diritto. E’ indispensabile che l’agenzia investigativa abbia esperienza in materia di investigazioni private, e dovrà possedere uffici propri, linee telefoniche fisse ed intestate, collaboratori validi ed attrezzature innovative, poiché un investigatore privato serio deve, dico deve, disporre di un ufficio per ricevere il Cliente, firmare un contratto professionale ecc. Diffidate di coloro che pubblicizzano il nome o il sito su internet senza evidenziare la sede dell’agenzia investigativa e senza far firmare un mandato investigativo. Il contatto diretto con il Direttore dell’agenzia investigativa è molto importante: l’investigatore privato, Vi deve ispirare fiducia, a lui vanno confidati aspetti molto personali e delicati e, deve instaurarsi un rapporto di estrema fiducia che permetta al Cliente di conferire il mandato investigativo. Chiamaci per richiedere una consulenza gratuita oppure un preventivo IDFOX Srl International Detectives Fox (r) Via Luigi Razza 4 – 20124
Private Investigator Milan Italy , Tel +3902344223. Mail max@idfox.it Private Investigators Detectives Agency Milan (Italy) , Rome. IDFOX Investigation Since 1991 international Investigative Agency Investigations in private international Milan Italy- Detective Agent International in Italy and leader in making serious and precise investigations especially specializes in international investigations of all kinds, private and corporate, use the territory of professionals and serious preparations. Private investigation helps ordinary people, business organizations, and industrial leaders reduce the risks they face everyday and give them the means to make a more informed decision in the future. By approaching each case carefully with the appropriate standards, experience, expertise, and discretion, we are able to offer our clients the private investigation services that shed light to uncertainties and hidden truths, minimize the risk, and protect their interests. Oraganizzazione International is a firm providing investigativa legal and investigative services to local and foreign clients. Our firm is the largest legal service network in Italy with offices in Milan We provide our clients knowledgeable staff with enforcement experience. Conducting investigative work and surveillance in Italy requires experience and networking capability. Agency international can provide these corporate private investigator and much more to our clients. Personal Investigative Services: Corporate Investigative Services: Asset Searches Surveillance Business Background Check Due Diligence Litigation Support Pre-Employment Screening Computer Forensics IT Security Security Protection Services: Executive and Personal Protection Security Vulnerability Analysis Technical Countermeasures Surveillance Criminal Records Check Marriage/Divorce Verification Pre-Marriage Background Check Locate Missing Person Locate Witnesses Request a Quote Chiamaci per richiedere una consulenza gratuita oppure un preventivo IDFOX Srl International Detectives Fox (r) Via Luigi Razza 4 – 20124 – Milano Tel: +39 02344223 (R.A.) – Tel.+39 026696454 (H 24) Aut.Gov. n.9277/12B15E www.idfox.it mail: max@idfox.it
Residenza persone fisiche: nuove regole Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX Srl , Tel.02344223 – info@idfox.it
Residenza persone fisiche: nuove regole Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX Srl , Tel.02344223 – info@idfox.it Non basta più avere la residenza all’estero per non pagare le imposte in Italia. Ecco le condizioni per essere considerati fiscalmente residenti in Italia. Il D.Lgs 209/2023 prevede nuove regole per la residenza fiscale delle persone fisiche (così modificando l’articolo 2 del Tuir). La riforma si occupa anche di stabilire la residenza fiscale delle persone giuridiche (articolo 73, comma 3 del Tuir). La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 20/E affronta le novità chiarendo, nel dettaglio, quali sono i criteri per stabilire se un cittadino è residente in Italia (sicché è tenuto a pagare le imposte nel nostro Paese) oppure all’estero (nel qual caso sarà soggetto alla tassazione straniera). Ma procediamo in Italia. Indice * Come si definisce la residenza fiscale di un contribuente? o Cosa si intende per domicilio ai fini della residenza fiscale? o Cosa si intende per “frazione di giorno”? * Quando un lavoratore in smart working è residente in Italia? * Smart working all’estero: dov’è la residenza fiscale? * Cosa cambia per i frontalieri? Come si definisce la residenza fiscale di un contribuente? Dal 1° gennaio 2024, per stabilire se la persona fisica ha la residenza fiscale in Italia si deve accertare se, per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni o 184 negli anni bisestili), essa abbia avuto nel nostro Paese: * la residenza civilistica, ossia la dimora abituale (così come in passato). La dimora abituale consiste nel luogo ove una persona vive, dorme e fisicamente si trova per gran parte dell’anno; * il domicilio, definito dalla riforma come «il luogo in cui si sviluppano, in via principale, le relazioni personali e familiari»; * la presenza fisica (in Italia o all’estero), tenuto conto anche delle “frazioni di giorno” (vedremo più avanti cosa si intende con tale locuzione); * la residenza anagrafica, che però non è elemento sufficiente ma una semplice “presunzione”, che può essere contrastata da elementi contrari (tecnicamente si parla di «presunzione semplice»). Cosa si intende per domicilio ai fini della residenza fiscale? Ciò che cambia rispetto al passato è il concetto di “domicilio”, per il quale vengono in rilievo non solo gli interessi in termini lavorativi o commerciali, ma anche le relazioni familiari, personali (ad esempio convivenza) e sociali (come l’iscrizione a circoli culturali o sportivi). Un tempo invece era necessario, secondo la giurisprudenza, una valutazione globale di tutti gli elementi di fatto rilevanti, sia personali che patrimoniali. Il giudice sarà chiamato a accertare, caso per caso, se sussistono condotte che manifestino la volontà di mantenere un «legame effettivo» con il territorio italiano, nel qual caso potrà accertare l’elemento elusivo del contribuente e ritenerlo, nonostante la formale residenza all’estero, ancora soggetto alle norme fiscali italiane. Facciamo l’esempio di un contribuente iscritto all’Aire che ha iniziato a lavorare all’estero ma mantiene una casa in Italia, con le relative utenze attaccate, in cui trascorre i fine settimana o le vacanze. Questa a dire il vero è una casistica frequente, che dovrà essere gestita mediante applicazione delle tie break rules convenzionali. Nelle ipotesi in cui l’individuazione dello Stato ove si concentrano le relazioni personali e familiari non sia immediata e il contribuente non sia presente in Italia per la maggior parte del periodo d’imposta, può essere utile, secondo l’Agenzia, accertare lo Stato in cui la persona permane prevalentemente. Cosa si intende per “frazione di giorno”? Per determinare la residenza fiscale in Italia, si contano i giorni di presenza fisica nel Paese. A tal proposito, è importante sapere che anche una sola ora trascorsa in Italia equivale a un giorno intero. Tuttavia, la normativa prevede delle eccezioni per situazioni di presenza meramente temporanea. Ad esempio, se lo scalo in Italia è dovuto a una coincidenza per raggiungere un Paese estero, l’Agenzia delle Entrate potrebbe valutare la situazione specifica e non conteggiare quel giorno ai fini della residenza fiscale. Quando un lavoratore in smart working è residente in Italia? In caso di smart working, il contribuente è residente nel luogo in cui si verificano i requisiti di residenza, domicilio e permanenza a prescindere dalla residenza del datore di lavoro o committente. Dal 2024, per determinare la residenza fiscale di chi lavora in smart working, conta anche il tempo trascorso fisicamente in Italia. Se la presenza supera la metà dell’anno (183 giorni), si è considerati residenti fiscali italiani. Questa è una delle novità introdotte dalla circolare 20/E/2024 dell’Agenzia delle Entrate, che analizza gli effetti della nuova normativa sulla residenza fiscale per chi lavora da remoto in contesti internazionali. La Legge delega 111/2023 aveva l’obiettivo di adattare la normativa sulla residenza fiscale al lavoro agile. La nuova versione dell’articolo 2, comma 2 del TUIR introduce tre importanti cambiamenti: * definizione di domicilio: si basa sulle relazioni personali e familiari, non solo su quelle economiche; * iscrizione anagrafica: non è più un requisito assoluto, ma si valuta la situazione reale del contribuente; * presenza fisica: si ritiene residente chi trascorre più di metà dell’anno in Italia, anche solo per frazioni di giorno. La circolare 20/E/2024 si concentra proprio sul nuovo requisito della presenza fisica, analizzando gli effetti per chi lavora da remoto in Italia o all’estero. In precedenza (circolare 25/2023), si consideravano residenti nel nostro Paese i lavoratori che, pur lavorando da remoto, soddisfacevano almeno uno dei criteri di residenza (iscrizione anagrafica, domicilio, residenza). Ora, con la nuova normativa, basta trascorrere più di 183 giorni nello Stato italiano per essere ritenuti residenti fiscali, indipendentemente dagli altri criteri. Smart working all’estero: dov’è la residenza fiscale? Nel caso in cui l’attività di smart working viene svolta dall’estero e lì il contribuente è fisicamente presente per almeno 183 giorni all’anno (o 184 nel caso di anni bisestili), bisogna verificare se la persona fisica soddisfa «per la maggior parte del periodo d’imposta almeno uno degli altri tre criteri di collegamento individuati dall’articolo 2, comma 2, del Tuir, come modificato dal decreto, ossia mantenga la sua residenza civilistica o il suo domicilio in Italia, ovvero risulti iscritto nell’anagrafe della popolazione residente». L’Agenzia evidenzia, infine, che i lavoratori agili che si qualificano fiscalmente residenti dovranno tassare i redditi ovunque prodotti (cosiddetto world
Chi può aggredire un fondo patrimoniale? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX Srl , Tel.02344223 – info@idfox.it
Chi può aggredire un fondo patrimoniale? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX Srl , Tel.02344223 – info@idfox.it Ecco a cosa serve il fondo patrimoniale e da quali debiti tutela. I beni che possono essere inseriti nel fondo e i soggetti che non possono costituirlo. La Cassazione ha più volte spiegato quali sono gli effetti del fondo patrimoniale e da cosa tutela. Nell’indicare chi può aggredire un fondo patrimoniale, la giurisprudenza ha di fatto elencato quali sono i vantaggi di tale strumento volto a salvaguardare i beni familiari da eventuali creditori. In realtà il discorso è meno semplice di quanto possa apparire in prima battuta. Non è infatti vero che il fondo patrimoniale sia una soluzione completa ed efficace per chi ha timore di vedersi pignorare i beni, specie se per debiti già contratti. Ma di tanto parleremo meglio qui di seguito. Innanzitutto vedremo cos’è il fondo patrimoniale e a cosa serve. Poi spiegheremo, alla luce di un recente chiarimento fornito dalla Suprema Corte, chi non può fare il fondo patrimoniale e chi invece può accedere a tale forma di tutela. Ma procediamo con ordine. Indice * A cosa serve il fondo patrimoniale? * La data del debito * La natura del debito * Da cosa tutela il fondo patrimoniale? * Cosa significa “bisogni della famiglia”? * Costituzione del fondo patrimoniale * Come si costituisce il fondo patrimoniale? A cosa serve il fondo patrimoniale? Immagina di voler costituire una serra ove far germogliare il grano da destinare alla tua famiglia, in modo da potervi sfamare per i prossimi inverni. Realizzi così un capannone che diventa una sorta di protezione dagli estranei: al suo interno nessuno può entrare se non tu. In questo modo metti al riparo il raccolto da ladri e animali predatori. Ecco, il fondo patrimoniale funziona più o meno così: è una sorta di campana di vetro (chiaramente è solo una finzione giuridica) dentro cui metti alcuni dei tuoi più importanti beni (casa, terreni, investimenti mobiliari, ecc.) con lo scopo di destinare i loro frutti al sostentamento tuo, del tuo coniuge e/o dei tuoi figli. Il fondo patrimoniale è disciplinato dagli articoli 167 e seguenti del Codice civile. Si tratta di un “vincolo di destinazione” impresso su determinati beni, mobili o immobili, finalizzato al soddisfacimento dei bisogni della famiglia. In sostanza, si crea un patrimonio separato, distinto da quello personale dei coniugi, che serve a garantire un sostegno economico alla famiglia. Lo scopo del fondo non è solo quello di creare un patrimonio “vincolato”, con i cui frutti mettere al riparo i propri cari dai rischi economici del futuro. Serve anche – ed è per questa ragione che viene quasi sempre istituito – per impedire ai creditori di pignorare detti beni. Ora, non bisogna cadere nella tentazione di credere che la casa, il campo, i titoli di investimento che hai inserito nel fondo siano intaccabili. Affinché ciò avvenga devono sussistere una serie di condizioni. La data del debito Innanzitutto il debito deve essere successivo alla costituzione del fondo patrimoniale. Non puoi prima obbligarti a pagare una cospicua somma di denaro (ad esempio alla banca) e poi “blindare” il tuo patrimonio per evitare di perderlo in caso di morosità. La legge tutela il tuo creditore che ha fatto affidamento proprio sulla tua solidità economica nel momento in cui ha concluso con te il contratto. Dunque, ecco il primo limite: il fondo patrimoniale non tutela mai dai debiti anteriori al suo sorgere. Se il 1° gennaio hai ottenuto un prestito e il 1° marzo hai creato un fondo patrimoniale, quest’ultimo non ti tutela dalla finanziaria. Attenzione però: anche se realizzi il fondo patrimoniale dopo la nascita del debito, il creditore può ugualmente renderlo inefficace se lo hai fatto per renderti “nullatenente”. Facciamo un esempio. Ipotizziamo che Gennaro chieda, a un amico, un prestito di 200mila euro. Quest’ultimo, ingenuamente, glielo concede senza iscrivere ipoteca sulla sua casa. Gennaro, dopo un paio di mesi, va dal notaio e inserisce l’abitazione nel fondo patrimoniale; dopodiché smette di pagare le rate all’amico. Ebbene, in questo caso il creditore ha 5 anni di tempo per far revocare dal giudice il fondo patrimoniale se Gennaro non ha altri beni su cui egli si possa soddisfare tramite il pignoramento. Dunque, anche il fondo patrimoniale costituito dopo la nascita del debito potrebbe non tutelare se il creditore, nei successivi 5 anni, esercita la cosiddetta “azione revocatoria”. La natura del debito Sembrerebbe, da quanto appena detto, che il fondo patrimoniale possa offrire protezione da tutti i debiti sorti successivamente alla sua costituzione, a condizione che, nei 5 anni successivi, i creditori non abbiano prima intrapreso l’azione revocatoria. E invece non è neanche così. La questione è più complessa. Ci sono “debiti e debiti”. Alcuni infatti non sono protetti dal fondo neanche se contratti molti anni dopo dalla sua realizzazione. Un esempio sono i debiti con il fisco per l’omesso pagamento delle imposte sul reddito (Irpef). La regola è la seguente: il fondo patrimoniale tutela solo dai debiti che il creditore sapeva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni familiari. Questo significa che, se dopo 20 anni dalla costituzione del fondo, smetti di pagare il condominio, l’amministratore può farti pignorare la casa inserita nel fondo patrimoniale: ciò perché le quote condominiali sono strettamente collegate all’abitazione, che è destinata a realizzare un bisogno familiare. Dunque, il condominio non trova alcun limite nel fondo patrimoniale. Pensa anche alla retta dell’università privata di tua figlia o al corso di formazione professionale di tuo figlio: anche le relative scuole possono pignorarti i beni che hai inserito nel fondo patrimoniale. La Cassazione ha infine precisato che i debiti col fisco, in quanto collegati spesso al reddito dei contribuenti, non sono protetti dal fondo. Da cosa tutela il fondo patrimoniale? A questo punto viene spontaneo chiedersi: se è vero che il fondo non tutela dai debiti anteriori ad esso, da quelli posteriori dei primi cinque anni e da quelli anche successivi se contratti per bisogni familiari, a cosa serve il fondo patrimoniale? Con lapidarie parole, la Corte di Cassazione ha precisato che il fondo protegge solo dalle obbligazioni
Infedeltaà Coniugale, Se l’ex moglie va via di casa ha il diritto di abitazione? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX Srl , Tel.02344223 – info@idfox.it
Se l’ex moglie va via di casa ha il diritto di abitazione? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX Srl , Tel.02344223 – info@idfox.it Abbandono del tetto coniugale e diritto di abitazione: cosa succede? In caso di separazione, il coniuge che abbandona la casa coniugale potrebbe perdere il diritto al mantenimento. Ma cosa accade all’immobile di proprietà dell’altro coniuge? Se, ad esempio, l’ex moglie va via di casa ha il diritto di abitazione? E se tale bene viene venduto prima della separazione? Analizziamo la situazione. Indice * Diritto di abitazione e abbandono del tetto coniugale * Presupposti per il diritto di abitazione * Vendita della casa prima della separazione * Conclusioni Diritto di abitazione e abbandono del tetto coniugale Il diritto di abitazione viene concesso al genitore presso cui il giudice colloca i figli. Il coniuge che viola i doveri del matrimonio non perde la potestà genitoriale. Pertanto, questi potrebbe ottenere oltre all’affidamento condiviso anche il collocamento prevalente della prole. Ad esempio, una moglie che si trasferisce altrove può comunque essere ritenuta un’ottima madre, sicché il tribunale potrebbe disporre che i figli – specie se ancora in tenera età – vadano a vivere con lei. Con la conseguenza che la donna potrà far ritorno nella casa coniugale e viverci, imponendo all’ex marito di andare via. In altri termini, il diritto di abitazione della casa coniugale spetta al coniuge separato anche se ha subito l’addebito , purché i figli siano collocati presso di lui. Tuttavia, il diritto di abitazione non viene riconosciuto se: * il proprietario ha venduto l’immobile prima della separazione, rendendolo quindi non più dimora abituale della coppia; * la coppia aveva già smesso di vivere nella casa molto tempo prima della separazione, andando a stare altrove (ad esempio in affitto); * la casa appartiene a un terzo che l’ha concessa alla coppia con un contratto di comodato a tempo determinato: il termine deve risultare espressamente nel contratto. Alla scadenza di tale data, l’immobile torna al proprietario. Presupposti per il diritto di abitazione Il diritto di abitazione può avere ad oggetto esclusivamente l’immobile concretamente utilizzato prima della separazione come residenza familiare, non anche la seconda casa. È necessario dunque che al momento della separazione esista una casa adibita ad abitazione familiare. In assenza di figli minori o maggiorenni non autosufficienti, l’assegnazione della casa coniugale non può essere disposta come parte dell’assegno di mantenimento. Sull’assegnazione del diritto di abitazione non incide l’eventuale regime di separazione dei beni prescelto dalla coppia. Quindi il regime patrimoniale concordato dai coniugi è del tutto ininfluente. Vendita della casa prima della separazione Se la casa viene venduta prima della separazione, il coniuge che l’ha lasciata potrebbe non poter rivendicare alcun diritto sull’immobile. Difatti, il diritto di abitazione del genitore collocatario è opponibile a un terzo acquirente solo se la sentenza di separazione, che riconosce detto diritto, è trascritta prima della vendita. Conclusioni La moglie che lascia la casa perde il diritto al mantenimento (se previsto, situazione che si verifica solo in caso di incapacità a mantenersi da sola). Può però rivendicare il diritto di abitazione nell’immobile dell’ex se il giudice colloca i figli presso di lei. Per evitare di perdere la casa, è necessario non abitarvi oppure intestarla a un terzo, facendosi poi riconoscere un diritto d’uso in forza di un contratto di comodato a tempo determinato. Fonte internet
La guida sull’atto di opposizione alla donazione: analisi ed esempi pratici. Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX Srl , Tel.02344223 – info@idfox.it
La guida sull’atto di opposizione alla donazione: analisi ed esempi pratici. Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX Srl , Tel.02344223 – info@idfox.it Anche se, in linea di massima, la donazione è un atto che non può essere né revocato dal donante una volta compiuto, né contestato dai suoi parenti, esistono diverse eccezioni. In questa guida vedremo come si fa un’opposizione a una donazione, quali sono i casi previsti dalla legge e i termini entro cui agire. Ci soffermeremo, in particolare, sull’atto di opposizione alla donazione che i familiari stretti possono esercitare quando ancora il donante è in vita, al fine di tutelare i propri diritti sulla sua eredità (art. 563 cod. civ.). Ma procediamo con ordine. Indice * Quando è possibile contestare una donazione? * Come si tutelano gli eredi del donante * Come difendersi se il donatario vende a terzi * Come si fa l’atto di opposizione alla donazione? * Esempi pratici o Caso di donazione diretta o Caso di donazione dissimulata * Applicazione pratica * L’opposizione alla donazione costituisce accettazione dell’eredità? Quando è possibile contestare una donazione? I principali casi in cui è possibile contestare una donazione sono i seguenti: * difetto di forma: la donazione di immobili e quella di non modico valore (da valutare rispetto alle possibilità economiche del donante) è nulla se non viene eseguita tramite notaio e in presenza di due testimoni. L’azione di nullità può essere proposta da chiunque e senza limiti di tempo; * difetto di volontà: la donazione fatta da persona incapace (anche se solo al momento stesso della donazione) o sotto violenza psicologica o fisica, oppure indotta dolosamente in errore per mano di terzi può essere annullata entro cinque anni. Dinanzi a un artificio e raggiro congeniato in malafede ai danni del donante con grave deficit mentale può scattare anche il reato di circonvenzione di incapace; * lesione della legittima: il coniuge e i figli del donante (o, in assenza di figli, i suoi genitori) possono contestare le donazioni di quest’ultimo, entro 10 anni dalla sua morte (e mai prima del suo decesso), se hanno ricevuto in eredità una quota inferiore a quella minima spettante loro per legge (la cosiddetta “legittima”); * ingratitudine del donatario: il beneficiario di una donazione non deve mai manifestare, in pubblico, una perdurante avversione e un sentimento di disistima nei confronti del donante. Non si tratta dei normali bisticci o di un atteggiamento assente e indifferente, ma di un vero e proprio odio plateale. In tal caso egli può vedersi revocare la donazione. Lo stesso dicasi nel caso di attentato al patrimonio del donante o qualora il donatario, stante una grave difficoltà economica del donante, tale da mettere a repentaglio la sua stessa vita, non lo aiuta nelle spese di prima necessità (non gli versa cioè i cosiddetti alimenti). Infine il quarto comma dell’articolo 563 del Codice civile introduce un istituto giuridico di particolare rilevanza nel contesto delle donazioni e della tutela degli eredi: l’atto di opposizione alla donazione. Tale strumento consente al coniuge e ai parenti in linea retta del donante (i figli, i genitori) di tutelare le proprie future aspettative ereditarie. Per comprendere il funzionamento di tale istituto dobbiamo fare un passo indietro e aiutarci con alcuni esempi. Come si tutelano gli eredi del donante Come anticipato, i parenti più stretti del defunto, ossia il coniuge (anche se separato), i figli o, in assenza dei figli, i genitori hanno sempre diritto a una quota dell’eredità: la cosiddetta legittima. Proprio per ciò tali soggetti sono detti eredi legittimari. Per conoscere le quote di legittima leggi: Quali sono le quote degli eredi legittimari. Dopo la morte del familiare, i suoi eredi legittimari devono verificare il valore di quanto hanno ricevuto sia a titolo di eredità, sia a titolo di donazioni quando ancora il de cuiusera ancora vivo. Questa operazione aritmetica (consistente in una addizione) si chiama collazione. Se, all’esito della collazione, l’erede legittimario si rende conto di aver ricevuto meno di quanto gli spettava, la legge gli consente di esperire la cosiddetta azione di riduzioneentro 10 anni dal decesso del parente. Scopo di questa causa, che va avviata contro tutti gli eredi, è: * contestare la divisione fatta dal defunto con il testamento, se sussistente; * contestare, se ciò non dovesse bastare, le donazioni fatte dal defunto quando ancora era in vita, partendo dalle ultime fino a risalire via via alle prime, finché la quota legittima non viene ripristinata. Scopo dell’azione di riduzione è quindi rimettere in discussione tutta la spartizione del patrimonio del de cuius, donazioni comprese. Si può quindi dire che una donazione è sempre “traballante” finché non passano almeno 10 anni dalla morte del donante. Non solo. Se nel frattempo il donante ha venduto il bene a un terzo, gli eredi legittimari possono riprenderselo esercitando la cosiddetta azione di restituzione. Essa però va esperita entro massimo 20 anni dalla trascrizione della donazione. Se i 20 anni dalla donazione sono trascorsi, ma i 10 anni dal decesso del donante non ancora, a rischiare è solo il donatario che dovrà restituire agli eredi il controvalore del bene. Facciamo qualche esempio. Marco riceve in donazione dal padre una casa. Dopo 5 anni la vende a Mirco. Dopo la morte del padre, avvenuta 15 anni dalla donazione, gli eredi (gli altri figli) possono agire contro Mirco per farsi restituire la casa. Ma se sono passati più di 20 anni dalla donazione, Mirco conserva la casa e Marco deve restituire ai suoi fratelli il controvalore. Se, nell’esempio precedente, decorrono 10 anni dalla morte del padre, né Mirco, né Marco subiranno alcun rischio legale. In sintesi, l’acquisto a titolo di donazione assume “stabilità” dopo venti anni dalla trascrizione della donazione (articoli 561 e 563 del Codice civile), oppure con il passaggio di dieci anni dall’apertura della successione del donante. Come difendersi se il donatario vende a terzi Ipotizziamo ora che il donante, ancora giovane, intesti la casa al figlio minorenne. È verosimile che la morte del donante avverrà quando ormai i 20 anni dalla donazione sono già decorsi. Sicché gli altri eredi legittimari non potranno più esperire l’azione di restituzione nei confronti dell’eventuale acquirente dell’immobile. Ecco
Quali azioni legali contro un vicino che perseguita? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX Srl Tel.02344223 – info@idfox.it
Quali azioni legali contro un vicino che perseguita? Richiedi una consulenza agenzia investigativa IDFOX Srl Tel.02344223 – info@idfox.it Molestie in condominio, quando scatta lo stalking condominiale. Se un vicino di casa ti ha preso di mira, compiendo continui dispetti e molestie, puoi querelarlo. Difatti i giudici ritengono applicabile il reato di stalking anche in ambito condominiale. In questo articolo vedremo, più nel dettaglio, quali azioni legali intraprendere contro un vicino che perseguita. Ci soffermeremo cioè sulla specifica figura del cosiddetto “stalking condominiale” che, a ben vedere, non si differenzia – almeno in termini astratti – dalle altre forme di atti persecutori (ad esempio lo stalking sentimentale o sul lavoro). Sebbene comunemente associato a contesti relazionali, lo stalking si manifesta con frequenza anche nei condomini. Qui, rancori, incomprensioni e intolleranze tra vicini possono degenerare in condotte persecutorie penalmente rilevanti. Ma procediamo con ordine e vediamo come difendersi da un vicino molesto che perseguita. Indice * Quando denunciare un vicino che mi perseguita? * Entro quanto tempo denunciare il vicino che perseguita? * Esempi di stalking condominiale * Come dimostrare lo stalking condominiale? * Ansia e cambiamento delle abitudini di vita? È stalking, non molestia * Rifiuti, dispetti e furti di posta? Anche questi sono stalking condominiale * Minacce ai vicini? Si rischia il carcere * Molestie a sfondo razziale: è stalking aggravato * Allontanamento dello stalker, anche se genitore * Sporcare casa e cortile del vicino? È stalking * Condannato per stalking? Può scattare il divieto di avvicinamento. * Quando non c’è stalking Quando denunciare un vicino che mi perseguita? La querela per stalking presuppone la sussistenza delle condizioni indicate dall’articolo 612-bis del codice penale, ossia: * una condotta “reiterata” minacciosa o molesta; * la gravità della condotta. Essa deve essere tale da procurare nella vittima almeno uno di questi tre effetti: a) un perdurante e grave stato di ansia o di paura; b) un fondato timore per l’incolumità fisica propria o dei propri familiari; c) un cambiamento delle proprie abitudini di vita. Abbiamo detto che un elemento essenziale del reato è la “reiterazione” dei comportamenti. In particolare, quanto al numero di minacce o molestie ripetute, ne bastano anche solo due o tre, se astrattamente idonee a sconvolgere la vittima inducendola ad alterare le proprie abitudini di vita (Trib. Taranto, sent. n. 202/2020). La Cassazione, in passato, ha ritenuto sussistere lo stalking in caso di tre telefonate, dal tono particolarmente minaccioso, fatte nel cuore della notte. Entro quanto tempo denunciare il vicino che perseguita? Il termine per sporgere la querela contro il vicino assillante e molesto è di 6 mesi che decorre dall’ultimo degli atti persecutori. Dunque, entro tale termine la vittima può sporgere la querela: * alla polizia; * ai carabinieri; * alla Procura della Repubblica. Può farlo con o senza avvocato (sebbene l’assistenza del professionista sia sempre consigliabile). Esempi di stalking condominiale La Cassazione, già con la sentenza n. 26878/2016, ha affermato che si configura il reato di stalking quando il comportamento di un condomino diventa talmente esasperante da provocare nel vicino di casa, appunto, un perdurante e grave stato d’ansia e da spingerlo a cambiare le sue routine quotidiane (come cambiare strada pur di evitare il proprio “carnefice”). Anche le cosiddette “minacce implicite”, ovvero comportamenti non apertamente ostili ma latamente intimidatori, possono rientrare nella categoria dello stalking condominiale. Tale fenomeno può manifestarsi in diverse forme, anche attraverso comportamenti che, presi singolarmente, potrebbero sembrare di poco conto. Ad esempio, indirizzare il getto d’acqua della pompa verso l’abitazione del vicino danneggiandone la zanzariera, lanciare un uovo contro le sue finestre accompagnato da insulti (Trib. Milano, sent. n. 9221/2021), o ancora, disturbare con rumori molesti come il suono di una campana collegata al telefono o l’allarme attivato ogni mattina. Addirittura è stato applicato lo stalking anche al continuo abbaiare dei cani del vicino (leggi Quando il cane del vicino diventa stalking). Inoltre, atti come lasciare l’auto con il motore acceso per ore sotto le finestre del vicino (Cassazione, sentenza 20473/2018), permettere al proprio cane di vagare liberamente per il palazzo con l’intento di infastidire (Cassazione, sentenza 31981/2019), passeggiare ripetutamente davanti all’abitazione altrui brandendo bastoni o danneggiandola (Cassazione, sentenza 57760/2017), lasciare nella cassetta delle lettere volantini di ogni tipo o lettere anonime minatorie, spostare lo zerbino o le piante, anche sostare davanti all’uscio di casa altrui per sentire ciò che avviene all’interno, sono tutti esempi di ulteriori condotte considerate stalking condominiale. Un caso emblematico riguarda un vicino che, dopo aver praticato un foro nel soffitto, ha provocato un’esplosione al piano superiore utilizzando un tubo. La Cassazione ha confermato l’imputazione per stalking e l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Come dimostrare lo stalking condominiale? È importante ricordare che tutte queste condotte possono essere documentate attraverso video e foto, utilizzabili come prove in un procedimento penale o civile (Cassazione, sentenza 12515/2020). Inoltre, nei confronti di chi commette stalking condominiale, può essere applicato il divieto di dimora nel Comune di residenza. Ansia e cambiamento delle abitudini di vita? È stalking, non molestia La Cassazione, con la sentenza n. 21006 del 28 maggio 2024, ha chiarito che se le azioni ripetute di una persona causano nella vittima uno stato di ansia persistente e la costringono a modificare le proprie abitudini di vita, non si può parlare di semplice “molestia”, ma di stalking. La differenza tra i due reati sta proprio nell’impatto psicologico sulla vittima: la molestia provoca solo fastidio, mentre lo stalking genera un vero e proprio turbamento che altera la quotidianità. Rifiuti, dispetti e furti di posta? Anche questi sono stalking condominiale Secondo la Suprema Corte (sentenza n. 3795 dell’1 febbraio 2021), azioni come gettare rifiuti nella buca delle lettere del vicino, spargere oggetti nel parcheggio condominiale e sottrarre la corrispondenza altrui, se protratte nel tempo, configurano il reato di stalking condominiale. Minacce ai vicini? Si rischia il carcere La Cassazione (sentenza n. 28340 del 28 giugno 2019) ha confermato la custodia cautelare in carcere per alcuni condomini che avevano minacciato pesantemente i vicini nelle aree comuni del condominio, incutendo in loro timore per la propria incolumità e quella dei familiari e costringendoli a cambiare abitudini di vita. Molestie a sfondo razziale: è stalking aggravato
Investigatore Privato: Quanto costa rivolgersi ad un investigatore Privato? le domande più frequenti che viene posta all’agenzia investigativa. Queste sono solo alcune delle variabili del costo di un investigatore. Vuoi sapere il costo per un investigazione non esitare a contattarci per un preventivo gratuito.Agenzia investigativa IDFOX SRL , Since 1991
Investigatore Privato: Quanto costa rivolgersi ad un investigatore Privato? le domande più frequenti che viene posta all’agenzia investigativa. Queste sono solo alcune delle variabili del costo di un investigatore. Vuoi sapere il costo per un investigazione non esitare a contattarci per un preventivo gratuito.Agenzia investigativa IDFOX SRL , Since 1991 Investigatore Privato a Milano Autorizzato Risolviamo anche casi Estremi!!! Investigatore Private a Milano, quanto costa? le prove raccolte da un investigatore privato autorizzato, si possono usare in Tribunale? SI! Agenzia investigativa IDFOX SRL , Since 1991, leader nel settore, offre servizi professionale, mirati e specializzati nelle indagini confidenziali, indagini private ed aziendali , investigazioni matrimoniali, accertamenti infedeltà, tutela minori e compagnie sospette, Investigazioni aziendali, concorrenza sleale, doppio lavoro, assenteismo dipendenti, amministratori, dirigenti, controspionaggio e antisabotaggio industriale, indagini e controlli su soci e dipendenti, bonifiche ambientali e telefoniche, indagini bancarie Italia ed estero, compreso paesi off- share e paradisi fiscale e paradisi fiscale. I nostri investigatori altamente formati, tutti proveniente dalle Forze dell’Ordine, operano con le più moderne metodologie garantendo risultati certi e per uso Legale. Da 30 anni che smascheriamo gli Infedeli!!! Siamo specializzati a svolgere investigazioni private, anche estreme, con la massima serietà e riservatezza in Italia ed all’Estero. Investigatore privato a Milano Autorizzato dalla Prefettura di Milano. Risultati Certificati uso Legale_Operativi Italia Estero Chiamaci per richiedere una consulenza gratuita oppure un preventivo Chiamaci per richiedere una consulenza gratuita oppure un preventivo IDFOX Srl International Detectives Fox (r) Via Luigi Razza 4 – 20124 – Milano Tel: +39 02344223 (R.A.) – Tel.+39 026696454 (H 24) Aut.Gov. n.9277/12B15E www.idfox.it mail: max@idfox.it CHI SIAMO: Max Maiellaro, Il titolare dell’agenzia IDFOX SRL, con oltre 30 anni di esperienze investigative maturate nella Polizia di Stato, già diretto collaboratore del Conte Corrado AGUSTA, ex Presidente dell’omonimo Gruppo AGUSTA SpA, inoltre è stato responsabile dei servizi di sicurezza di una multinazionale, nonché presso multinazionali operanti in svariati settori quale metalmeccanici, chimica, oreficeria, tessile, alta moda, elettronica e grande distribuzione, ha sempre risolto brillantemente ogni problematica investigativa connessa a: infedeltà aziendale, ai beni, dai marchi e brevetti dalla concorrenza sleale e alla difesa intellettuale dei progetti, violazione del patto di non concorrenza, protezione know-how ed alla tutela delle persone e della famiglia, nonché referente abituale di imprenditori, manager, multinazionali e studi Legali su tutto il territorio Italiano ed anche Estero. Questa è la storia dell’agenzia IDFOX SRL, ed è il motivo per il quale i nostri clienti ci apprezzano per i risultati e per la riservatezza. Garantiamo la massima riservatezza, professionalità e risultati garantiti. IDFOX SRL è autorizzata con licenza per investigazioni private ed Aziendali – Art.134 TULPS; Indagini Penali – autorizzazione Art. 222 del D.L.vo 271/89 ed Art. 327 Bis del c.p.p. così come modificati dalla L.397/00 l’effettuazione di indagini difensive a favore della difesa rilasciate dalla Prefettura di Milano ed autorizzazione Agenzia Recupero Crediti n.13/D Questura Milano. Scegliere chi è legalmente autorizzato è una garanzia. COME SI SCEGLIE UN SERIO E PROFESSIONALE PROFESSIONISTA “INVESTIGATORE PRIVATO”? Come si sceglie il MIGLIORE “INVESTIGATORE PRIVATO”? Quanti anni di esperienza investigativa possiede, da quanto tempo opera e con quali risultati? Professionalità: nessun intermediario Capacità: consulenza immediata e trasparente Sede dell’agenzia: verificare se e dove esiste davvero la sede dell’agenzia, attraverso utenze telefoniche fisse, pagine bianche, pagine gialle, ecc Per ciò che riguarda l’aspetto economico, è bene sapere che esistono delle tabelle prezzi autorizzate dalla Prefettura, alle quali l’agenzia investigativa deve attenersi e sul mandato investigativo dovrà essere riportato l’importo/tariffa oraria pattuita, più Iva e spese. Nulla vieta però all’investigatore privato e al cliente stesso, di accordarsi su un corrispettivo “a forfait” in base alla natura dell’indagine. Non scegliere l’investigatore privato più economico nè quello che propone delle promozioni o sconti vari, e nemmeno quello contattato telefonicamente che vi richiede, per svolgere l’incarico, di inviare del denaro accreditandolo su Poste Pay; e nemmeno quelli mascherati dietro tariffe falsamente abbordabili, mascherati dietro a titoli inesistenti, mascherati dietro a finte lauree o attestati altisonanti. Ricordatevi che non ci si può improvvisare investigatore privato e soprattutto, senza aver avuto precedentemente un incontro presso la sede dell’agenzia investigativa e senza aver firmato un regolare contratto investigativo. DIFFIDATE! DIFFIDATE! Non affidatevi a chi Vi fissa una consulenza al bar, alla fermata delle metropolitana, in stazione, ecc. Non effettuate pagamenti/acconti su carte di credito o poste pay . NON FODATEVI …SONO ABUSIVI e DEI TRUFFATORI! La scelta di affidare l’incarico a un investigare privato che potrebbe risolvere i Vostri sospetti e cambiare la Vostra vita, è una scelta molto importante. Per svolgere qualsiasi indagine privata per presunta infedeltà coniugale, infedeltà aziendale, indagini difensive ecc., l’investigatore privato deve essere in possesso di una regolare Licenza rilasciata dal Prefetto di competenza, altrimenti è fuori legge e voi non sarete tutelati: lo svolgimento dell’attività di investigatore privato è subordinato al rilascio di una licenza prefettizia, per richiedere la quale è necessaria una serie di requisiti che dovrebbero garantire la professionalità dell’investigatore privato e dei suoi collaboratori. Rivolgersi ad un investigatore privato abusivo e quindi sprovvisto di licenza è controproducente in termini di qualità del servizio soprattutto se le risultanze delle investigazioni private dovranno essere usate in sede Giudiziaria per far valere un proprio diritto. E’ indispensabile che l’agenzia investigativa abbia esperienza in materia di investigazioni private, e dovrà possedere uffici propri, linee telefoniche fisse ed intestate, collaboratori validi ed attrezzature innovative, poiché un investigatore privato serio deve, dico deve, disporre di un ufficio per ricevere il Cliente, firmare un contratto professionale ecc. Diffidate di coloro che pubblicizzano il nome o il sito su internet senza evidenziare la sede dell’agenzia investigativa e senza far firmare un mandato investigativo. Il contatto diretto con il Direttore dell’agenzia investigativa è molto importante: l’investigatore privato, Vi deve ispirare fiducia, a lui vanno confidati aspetti molto personali e delicati e, deve instaurarsi un rapporto di estrema fiducia che permetta al Cliente di conferire il mandato investigativo. Chiamaci per richiedere una consulenza gratuita oppure un preventivo IDFOX Srl International Detectives Fox (r)
SI PUO’ FARE CAUSA AL COMPETITOR: CONCORRENZA SLEALE SE SI VIOLA LA PRIVACY , Agenzia Investigativa dal 1991 Idfox Srl Tel.02344223
SI PUO’ FARE CAUSA AL COMPETITOR: CONCORRENZA SLEALE SE SI VIOLA LA PRIVACY , Agenzia Investigativa dal 1991 Idfox Srl Tel.02344223 La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) con una sentenza emessa il 04 ottobre 2024 nella causa C-21/23 afferma che un’impresa può fare causa al proprio concorrente contestandogli di aver incassato vantaggi commerciali ingiusti senza aver adempiuto agli obblighi previsti dal GDPR (Regolamento Ue sulla privacy n. 2016/679). Non rispettare le norme sulla protezione dei dati personali comporta una forma di concorrenza sleale tra aziende. L’introduzione di questa novità importante rafforza i diritti delle persone e previene ulteriori violazioni del GDPR estendendo la sua applicabilità anche in Italia. Il caso di specie riguarda due farmacisti. Uno dei due si occupava della gestione del sito web per la vendita di farmaci procedendo con la raccolta dei dati sanitari ma senza avere avuto il consenso dei clienti, l’altro farmacista invece, per fermare tale attività, intraprese un’azione legale in quanto sosteneva che il concorrente stava raccogliendo informazioni personali illecitamente ottenendo un vantaggio commerciale sleale. La CGUE stabilisce, che nell’ambito della vendita di farmaci online informazioni sui medicinali rappresentano dati sanitari anche senza una prescrizione medica. La Sentenza rafforza il principio secondo cui rispettare le normative sulla protezione dei dati non è solo un obbligo verso i consumatori ma è anche un fattore determinante per garantire una concorrenza leale tra le imprese. Chi Siamo Premesso che non intendiamo emulare i personaggi famosi inventati da serie tv ecc, ma siamo reali e concreti, lavoriamo con passione e da oltre 30 anni di attività il clienti di apprezzano per i risultati ottenuti, per la riservatezza e per i costi contenuti. Oggi, l’agenzia IDFOX è correntemente diretta dalla Dottoressa Margherita Maiellaro. La direttrice ha maturato un’esperienza pluriennale nel campo investigativo ed ha conseguito una Laurea in Giurisprudenza, con specializzazione in diritto internazionale, presso l’Università Bocconi. L’agenzia investigativa IDFOX Investigazioni è stata fondata da Max Maiellaro. Il fondatore, con oltre 30 anni di esperienze investigative maturate nella Polizia di Stato, già diretto collaboratore del Conte Corrado AGUSTA, ex Presidente dell’omonimo Gruppo AGUSTA SpA, è stato inoltre responsabile dei servizi di sicurezza di una multinazionale, nonché presso vari gruppi operanti in svariati settori quale metalmeccanici, chimica, oreficeria, tessile, alta moda, elettronica e grande distribuzione, ha sempre risolto brillantemente ogni problematica investigativa connessa a: infedeltà aziendale, ai beni, marchi e brevetti, concorrenza sleale e alla difesa intellettuale dei progetti, violazione del patto di non concorrenza, protezione know-how e tutela delle persone e della famiglia, nonché referente abituale di imprenditori, manager, multinazionali e studi Legali su tutto il territorio Italiano ed anche Estero. Il team dell’idfox ® e’ collegata on line con un network di oltre 170 agenzia investigative nel mondo ed ‘ e’ collegata on line con oltre 400 corrispondenti in vari paesi ; tutti altamente specializzati con competenza tecnica nei metodi e nelle procedure, con servizi ottimizzati e gestiti attraverso consulenze mediante possibili soluzioni personalizzate in house del cliente; garantiamo un servizio altamente qualificato e personalizzato; con uno staff di collaboratori/e tutti laureati con la conoscenza di 5 lingue parlate e scritto ( italiano – inglese- spagnolo , francese e arabo) . Il team dell’agenzia IDFOX è formato da ex appartenenti alle Forze di Polizia, i quali si avvalgono di mezzi e tecniche sempre all’avanguardia e al passo con le nuove tecnologie, vantando conoscenze approfondite e certificate nel campo dell’intelligence. L’agenzia investigativa IDFOX fornisce documentazioni valide per uso legale, tra le quali: perizie e relazioni tecniche; servizi di osservazione documentati con foto e video. Chiamaci per richiedere una consulenza gratuita oppure un preventivo (Siamo a 300 MT STAZIONE CENTRALE – 50 MT MM GIALLA USCITA REPUBBLICA/PISANI P.IVA 09741640966) Agenzia Investigativa IDFOX ® ® Via Luigi Razza 4 – 20124 – Milano Telef. +39 02-344223 (r.a.) www.idfox.it – mail: max@idfox.it About us: IDFOX SRL ® Via Luigi Razza, 4 – 20124 Milano Risultati Garantiti Massima Riservatezza e Professionalità.
PERMESSI LEGGE 104: L’ULTIMA SENTENZA DELLA CASSAZIONE, Agenzia Investigativa dal 1991 Idfox Srl Tel.02344223
PERMESSI LEGGE 104: L’ULTIMA SENTENZA DELLA CASSAZIONE, Agenzia Investigativa dal 1991 Idfox Srl Tel.02344223 La Cassazione si pronuncia sui permessi ex legge 104/1992. La Suprema Corte, con l’ordinanza n. 26417 del 10 ottobre 2024, sottolinea che l’assistenza non la si deve interpretare in modo restrittivo e che non rappresenta un abuso negli orari non coincidenti perfettamente con il turno di lavoro del dipendente in quanto i permessi hanno base giornaliera e non oraria. Per tale motivo il lavoratore può assistere il familiare disabile nell’arco della giornata. Nel caso di specie riguarda un dipendente licenziato per presunto uso improprio dei permessi. La Corte Suprema di Cassazione – Sez. Lavoro – Ordinanza n. 26417/2024 Chi Siamo Premesso che non intendiamo emulare i personaggi famosi inventati da serie tv ecc, ma siamo reali e concreti, lavoriamo con passione e da oltre 30 anni di attività il clienti di apprezzano per i risultati ottenuti, per la riservatezza e per i costi contenuti. Oggi, l’agenzia IDFOX è correntemente diretta dalla Dottoressa Margherita Maiellaro. La direttrice ha maturato un’esperienza pluriennale nel campo investigativo ed ha conseguito una Laurea in Giurisprudenza, con specializzazione in diritto internazionale, presso l’Università Bocconi. L’agenzia investigativa IDFOX Investigazioni è stata fondata da Max Maiellaro. Il fondatore, con oltre 30 anni di esperienze investigative maturate nella Polizia di Stato, già diretto collaboratore del Conte Corrado AGUSTA, ex Presidente dell’omonimo Gruppo AGUSTA SpA, è stato inoltre responsabile dei servizi di sicurezza di una multinazionale, nonché presso vari gruppi operanti in svariati settori quale metalmeccanici, chimica, oreficeria, tessile, alta moda, elettronica e grande distribuzione, ha sempre risolto brillantemente ogni problematica investigativa connessa a: infedeltà aziendale, ai beni, marchi e brevetti, concorrenza sleale e alla difesa intellettuale dei progetti, violazione del patto di non concorrenza, protezione know-how e tutela delle persone e della famiglia, nonché referente abituale di imprenditori, manager, multinazionali e studi Legali su tutto il territorio Italiano ed anche Estero. Il team dell’idfox ® e’ collegata on line con un network di oltre 170 agenzia investigative nel mondo ed ‘ e’ collegata on line con oltre 400 corrispondenti in vari paesi ; tutti altamente specializzati con competenza tecnica nei metodi e nelle procedure, con servizi ottimizzati e gestiti attraverso consulenze mediante possibili soluzioni personalizzate in house del cliente; garantiamo un servizio altamente qualificato e personalizzato; con uno staff di collaboratori/e tutti laureati con la conoscenza di 5 lingue parlate e scritto ( italiano – inglese- spagnolo , francese e arabo) . Il team dell’agenzia IDFOX è formato da ex appartenenti alle Forze di Polizia, i quali si avvalgono di mezzi e tecniche sempre all’avanguardia e al passo con le nuove tecnologie, vantando conoscenze approfondite e certificate nel campo dell’intelligence. L’agenzia investigativa IDFOX fornisce documentazioni valide per uso legale, tra le quali: perizie e relazioni tecniche; servizi di osservazione documentati con foto e video. Chiamaci per richiedere una consulenza gratuita oppure un preventivo (Siamo a 300 MT STAZIONE CENTRALE – 50 MT MM GIALLA USCITA REPUBBLICA/PISANI P.IVA 09741640966) Agenzia Investigativa IDFOX ® ® Via Luigi Razza 4 – 20124 – Milano Telef. +39 02-344223 (r.a.) www.idfox.it – mail: max@idfox.it About us: IDFOX SRL ® Via Luigi Razza, 4 – 20124 Milano Risultati Garantiti Massima Riservatezza e Professionalità.